Job Act: le sfide del lavoro

Il Job Act è la questione del momento ma tiene banco anche la discussione sul piano regionale ed il successo campano su McDonald’s con il reintegro dei lavoratori licenziati.

«Oggi apriamo con una buona notizia, il reintegro dei lavoratori di McDonald’s, una vertenza dove abbiamo lavorato dimostrando che si può fare flessibilità senza precarietà.» Inizia da una notizia dell’ultima ora l’assessore regionale del lavoro Severino Nappi, stasera ospite a “Dentro I Fatti”, programma di Samuele Ciambriello. Ma è la questione nazionale che tiene banco, nel «job act ci sono punti positivi, del resto è una riforma che viene dalle file del Nuovo Centro Destra» continua Nappi. «Finalmente il premier ha capito che c’è bisogno di fare mercato del lavoro senza impelagarsi sulla questione delle regole che non fanno occupazione.»

«Noi abbiamo ereditato un disastro» continua Nappi sulla questione lavoro Campania, «quando si parlava di Campania a Roma venivo messo in un angolo. Abbiamo un sistema informatico regionale tra i migliori d’Italia dal quale traspare che i tassi di occupazione in regione sono incoraggianti. Abbiamo aumentato la spesa da 0 al 55% divenendo anche più virtuosi su come spendiamo i fondi europei a differenza di quanto fatto in passato dalle giunte Bassolino. Inoltre abbiamo avuto un ottimo successo col microcredito”.

«Purtroppo non sono così ottimista come l’assessore» afferma Nicola Marrazzo, consigliere regionale del PD «i dati Istat per la regione Campania sono disarmanti con la disoccupazione giovanile aumentata di quasi 15 punti. La giunta ristagna ed il presidente Caldoro si comporta come Quinto Fabio Massimo, che non vinse ne perse alcuna battaglia. Tutti i problemi in regione Campania, il governatore se ne occupa come ha fatto con la sanità o con i trasporti: distruggendo quello che c’era e senza dare alcuna prospettiva, azzerando anche la gestione.»

Anche dalle file di Confindustria salutano con favore il nuovo piano del lavoro del governo Renzi. Per Luigi Iavarone «è un percorso che spero porti a misure più incisive. Mi auspico che si arrivi ad adeguare le capacità produttive ad un concetto di personale che si forma continuamente. La formazione deve sostituire le forme di sussidio statale ma deve essere una cosa gestita in maniera incisiva dalle aziende. Per esempio l’esperienza dei dottorandi di ricerca è stata molto positiva.»

La questione McDonald’s ritorna anche nelle parole di Anna Rea per la quale «sono prevalse le ragioni del lavoro. Verranno ritirati i licenziamenti e tutti i lavoratori saranno riassorbiti così come ci sarà la revoca del licenziamento individuale adottato per motivi disciplinari.»

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