La Campania e il Mezzogiorno nella rete europea dei trasporti

Il problema trasporti è ancora al centro di un convegno organizzato alla presenza dell’eurodeputato Cozzolino, dell’ex assessore Cascetta, dell’ingegnere di RFI Gentile e del sottosegretario Del Basso De Caro.

La situazione trasporti che si vive in regione è molto difficile ed i dati di Del Basso De Caro sono allarmanti. “La previsione di fine opere – sostiene il sottosegretario – è per il 2029. Nel corso degli anni abbiamo solo dimostrato all’Unione Europea come non sappiamo spendere i fondi che ci vengono destinati. La prima battaglia politica da affrontare nei prossimi mesi sarà quella sui fondi del disciolto Ministero della Coesione Territoriale che ammontano a 55 miliardi di cui 42 sono del Sud per legge. Dobbiamo fare attenzione che quei fondi non vengano utilizzati come un bancomat dal governo di cui il sud beneficerebbe solo in minima parte”

Ferrovie, metropolitine, car sharing e biciclette sono tutte inserite nel piano urbano di mobilità dell’Unione europea, cercando però di abbattere l’inquinamento come stanno facendo città in Svezia o Londra.

“Ci ritroviamo in un’Europa a due velocità, dove in tema di metropolitane – secondo il prof. Cascetta, ex assessore ai trasporti campani – siamo molto indietro ed il mezzogiorno ha dati drammatici risultando poco collegato a se stesso. Riprendendo alcuni dati, nel centronord ci sono il 60% dei capoluoghi collegati tra loro a fronte del 18% nel sud Italia. Il paradosso è che al mezzogiorno ci sono servizi meno appetibili e si paga anche di più. Su 24 miliardi destinati alle opere, 17 vanno al nord e 4 al sud. Eravamo riusciti a far produrre la famosa finanziaria del 2008 dove erano stanziati 100 miliardi per il mezzogiorno dei quali 35 destinati alle infrastrutture. Di quel piano si è perso traccia, scomparso insieme al governo Prodi”.

“Il Mezzogiorno è un’opportunità anche per Rete Ferroviaria Italiana – per l’ingegner Gentile che si occupa di investimenti – ed è inserito nei corridoi Ten T. Vogliamo migliorare l’esistente, portare avanti la rete di alta velocità e migliorare i collegamenti tra i porti. È vero che c’è anche la tratta Napoli-Bari da completare che costa 7 miliardi di cui la metà già sono stati finanziati. RFI, inoltre, ha utilizzato il 90% delle risorse alle quali ha attinto. Purtroppo sulla questione della Napoli-Bari stiamo ancora solo a progetti che, tra l’altro, risalgono al 2000. Tutto questo genera un allungamento dei tempi per poter avere un progetto definitivo approvato”.

Napoli e la Campania tornano sul tavolo della discussione con l’intervento conclusivo dell’onorevole Andrea Cozzolino. “Ha ragione Cascetta, anzi dirò di più: lo stato dei trasporti pubblici locali è disastroso. Quando Cascetta ha gestito i trasporti, l’amministrazione regionale riusciva a impiegare 1 miliardo all’anno mentre negli ultimi 4 anni, sfruttando il ciclo 2007-2014, sono stati impiegati solo un miliardo e mezzo. I tagli nazionali non sono stati tali da giustificare una caduta come quella in Campania. Inoltre nei prossimi anni l’Unione Europea ci pone il tema della sostenibilità del trasporto nelle città. Al trasporto su ferro o su gomma si aggiungono i problemi della portualità, dove non si riesce a venire a capo della questione legata all’autorità portuale”.

 

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