La creatività che cambia Napoli

In un contesto come quello italiano, dove la disoccupazione giovanile è arrivata al 41%, investire sui giovani, sulle loro potenzialità, sui loro talenti e sulla loro creatività, significa dare vita, a lungo termine, ad un vero e proprio rilancio del Paese della sua storia e dei suoi beni architettonici e culturali. In particolare Napoli, in questo periodo attuale di crisi, ha la necessità di trovare nutrimento dall’arte e dall’espressività dei talenti, per promuovere uno sviluppo che nasca  dall’incontro con le diverse culture giovanili.  D’altro canto, i giovani sono considerati i creativi per eccellenza in quanto portatori naturali di innovazione e cambiamento, dunque rappresentano un’ancora di salvezza per rilanciare l’economia locale e lo sviluppo delle reti territoriali di Napoli proprio attraverso la creatività e il cooworking.

Come non essere in linea con questo concetto se il mercato specializzato va in questa direzione ovvero in cerca di lavoratori sempre più creativi e istruiti e se per giunta gli stessi autori del progetto denominato “il Proscenio dei Talenti, la creatività cambia Napoli” e vincitore del Bando Piano Territoriale Giovani  promosso dall’assessorato ai Giovani, creatività e innovazione del Comune di Napoli,  non fossero giovani, laureati, talentuosi e creativi. In una Napoli che raccoglie i disastri delle passate gestioni, caratterizzate da fondi europei spesi fondamentalmente male, con interventi dissipati a macchia d’olio, tale progetto vuole collocarsi invece in una fase storica di rinnovamento culturale caratterizzata dalla messa in opera di network di talenti, di costruzione di reti intelligenti che possano ridare alla città il suo senso storico, culturale e artistico.

Non a caso la ragionevolezza del progetto risiede proprio in questo ovvero nel realizzare una serie di eventi, che creino condivisione e partecipazione, attraverso l’utilizzo degli spazi culturali offerti dalla Galleria Principe di Napoli, e muoversi affinché  la  vocazione giovanile naturale della stessa diventi davvero il crocevia di  flussi culturali, il simbolo di partecipazione e di socializzazione giovanile. In effetti, la linea teorica che sottende il progetto è da ricondursi nella necessità dei giovani di restituire alla loro creatività uno spazio condiviso, un luogo fisico di fermento artistico e culturale, di informazione e di aggregazione. Il progetto risponde all’esigenza di reiventare l’immagine della Galleria, attraverso l’impiego di Know-how dei giovani, la condivisione del capitale sociale, umano e culturale, attraverso i processi di botton up tra enti, associazioni, risorse e giovani. Nella consapevolezza che esiste il bisogno di costruire un’industria culturale che guardi alla creatività giovanile come una risorsa significativa e importante per lo sviluppo e il rilancio della città di Napoli, le sue diverse espressioni, i linguaggi ancora inesplorati, le energie positive e la spinta propulsiva della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’innovazione e dei racconti di vita, verranno messi in scena, proprio come se fosse un proscenio, attraverso la realizzazione di eventi ad essi dedicati.

Tale rassegna sarà costituita, quindi, da perfomance artistiche, spettacoli, caberet, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte e di fotografia sociale, incontri multiculturali, racconti di donne “talentuose”, successi di imprese start up, con l’unico scopo di creare un sincretismo tra luoghi ed eventi, talenti e passioni all’insegna dell’idea della felicità e della bellezza di Napoli. Attraverso i linguaggi espressivi e musicali i giovani racconteranno una Napoli diversa, fatta di storia, di talenti, di produzioni artistiche e digitali, di idee vincenti, e di diversità viste come una risorsa. Pertanto, si darà vita ad una Common Gallery in collaborazione con il punto informativo giovanile Informagiovani. Inoltre con il contributo di alcune associazioni come “i Diversamente Uguali”, “Il polo artistico Torrese” e  “Acadi”, di alcuni artisti come  Skaramacay e Giovanni Block, dell’ Università degli studi di Napoli, “Federico II” (dipartimento di Scienze Sociali), dell’Osservatorio Territoriale Giovani, e della radio  Crc Targato Italia verranno costruiti eventi a forte impatto sociale, con ampia risonanza culturale e con una fondatezza scientifica notevole. Di fatti, attraverso il monitoraggio e la valutazione dei risultati, degli impatti e degli effetti ad opera di alcuni giovani sociologi sarà possibile studiare empiricamente le ricadute sociali prodotte.

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