La libertà fa ancora paura

25 anni fa la grandiosa dimostrazione di Piazza Tienanmen a favore delle riforme e per la libertà fu repressa nel sangue. L’emblematica foto del ragazzo con in mano una busta di plastica che ferma i carri armati è la rappresentazione del coraggio civile contro l’abuso del potere. Oggi, ancora, Piazza Tienanmen sarà blindata dalla polizia per paura di manifestazioni in ricordo dell’avvenimento. Fin da ieri imponenti forze di polizia presidiano l’immensa piazza della Porta Celeste e l’accesso è impedito da barriere anti-uomo.

Contemporaneamente tutti gli intellettuali e gli attivisti, legati in qualche modo alla contestazione, vengono preventivamente arrestati mentre la tv ufficiale diffonde filmati sulle “confessioni dei criminali” che si auto accusano di crimini contro il Paese. Spettacolo triste e scontato che, come la Storia dovrebbe insegnare, non ha mai risolto le contraddizioni di un regime. La novità è che in Cina la protesta si sta estendendo dal campo delle libertà civili a quelle sociali. Dimostrazione che la democrazia deve investire tutti gli aspetti della vita per essere reale. Riduzione dell’orario di lavoro, salari migliori e condizioni di lavoro sicure: ecco le rivendicazioni di massa che hanno scosso Pechino qualche giorno fa. E’ l’inizio di un movimento che scuoterà la Cina perché si è immesso nella grande corrente della storia e nessuna repressione potrà fermarla.

I protagonisti sono giovanissimi ed hanno la vita dalla loro parte. Dovremmo guardare con molta attenzione a questi fenomeni che avranno un grande impatto sul sistema economico mondiale dato che spezzeranno il “dumping sociale” che è stato uno degli strumenti che hanno permesso alla Cina di conquistare il mercato mondiale. Ovviamente di queste cose in una Italia irrimediabilmente provinciale ne parla poca gente, mentre TV e giornali non ne accennano nemmeno. Oltre alla memoria del grande Troisi, che sembra costituire il principale argomento del giorno, sarebbe necessario che l’Italia  uscisse fuori dai suoi angusti recinti per occuparsi dei grandi avvenimenti che sconvolgeranno il mondo come lo conosciamo.

E’ lecito sperare che i sindacati italiani ufficialmente si schierino dalla parte dei giovani operai in lotta? E’ lecito sperare che il PD e la Sinistra se ne occupino con dichiarazioni formali? Personalmente sono un ottimista ma, date le circostanze, non posso impedirmi di essere scettico al riguardo.

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