LA MENORA’: UNA MOSTRA, SEGNO DEL DIALOGO FRA MUSEI VATICANI E MUSEO EBRAICO DI ROMA

Un connubio che unisce i Musei Vaticani ed il Museo Ebraico della Capitale, in nome della Menorà. Il dialogo fra culture, religioni, ideologie segna la mostra “ La Menorà: Culto, storia e mito” dedicata al candelabro a sette bracci, simbolo supremo del popolo ebraico, esaltato dall’ arte e dalla cultura cristiana che, per la prima volta nella storia, vede la collaborazione per un’esposizione d’arte tra lo Stato della Città del Vaticano e la Comunità Ebraica di Roma. Sono più di 130 opere quelle registrate in questa mostra, tra arti, codici miniati, libri, dipinti e sculture per un percorso snocciolato tra il Braccio di Carlo Magno dei Musei Vaticani  e il Museo Ebraico di Roma, in un dialogo intessuto di arte. La mostra è a cura di Arnold Nesselrath delegato per i dipartimenti scientifici e i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, di Alessandra Castro, direttore del Museo ebraico di Musei Vaticani assieme al Museo Ebraico di Roma abbracciano la Menorà. Ha inaugurato sotto il segno del dialogo la mostra “La Menorà: Culto, storia e mito” (fino al 23 luglio 2017), dedicata al candelabro a sette bracci, simbolo del popolo ebraico, condiviso dall’ arte e dalla cultura cristiana, che per la prima volta nella storia vede la collaborazione per una esposizione d’arte tra lo Stato della Città del Vaticano e la Comunità Ebraica di Roma. Più di 130 opere, tra arti, codici miniati, libri, dipinti e sculture, per un percorso che si snoda tra il Braccio di Carlo Magno dei Musei Vaticani e il Museo Ebraico di Roma e che scrive la storia del dialogo.  La mostra racconta il viaggio plurimillenario della Menorà dall’ antichità sino ai giorni nostri, in un racconto per immagini tra storia e leggenda: quello della mitica lampada è un viaggio nel tempo, un’avventura che inizia nel libro dell’Esodo, quando Dio ordina a Mosè di forgiarla, poi passa per il Tempio di Gerusalemme, e approda a Roma, come la immortala l’Arco di Tito, dove si perdono le sue tracce. «È una grande mostra d’arte, straordinaria per la sua rilevanza artistica, storica e culturale. – spiega il direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta – Per la prima volta i Musei Vaticani fanno una mostra in due sedi con un biglietto unico. Abbiamo restaurato recentemente il Braccio di Carlo Magno, riportandolo alla sua purezza , che si trova proprio nel cuore del Vaticano, il centro dell’abbraccio al mondo intero».

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