LA PIZZA NAPOLETANA NEL MONDO: DA NEW YORK FINO IN AUSTRALIA.

I maestri della pizza napoletana stanno riconquistando il Mondo con la vera tradizione napoletana della pizza che si sta contrapponendo alla pizza conosciuta all’estero che, spesso, ha poco o nulla a che fare con quel prodotto di qualità che siamo abituati a mangiare in Italia e a Napoli.

A New York, i lavori per la prima pizzeria di Sorbillo sono ormai in fase avanzata e, a breve, ci sarà l’inaugurazione che, come è facile prevedere, sarà accolta con entusiasmo da chi non vede l’ora di assaporare la pizza fatta seguendo il disciplinare usato dai pizzaioli napoletani. Sorbillo arriverà quindi negli Stati Uniti d’America, dove c’è già Starita che ha aperto una pizzeria a Las Vegas portando nella città del gioco la tradizionale arte dei pizzaioli napoletani. Anche il Sindaco di New York Bill de Blasio ha omaggiato i napoletani, venendo a degustare una pizza proprio a Napoli sul lungomare, e che adesso potrà assaggiare il piato napoletano direttamente nella sua città. Se volete però assaggiare la miglior pizza napoletana al mondo dovrete armarvi di biglietto e partire.

Non per il capoluogo partenopeo, ma alla volta dell’Australia: si trova a Melbourne, infatti, la pizzeria di Johnny Di Francesco, incoronato a Parma vincitore del 23esimo Campionato mondiale della pizza. Il pizzaiolo dalle origini italiane è stato un gruppo di giudici (italiani) che ha valutato le capacità di 600 concorrenti provenienti da 35 Paesi. A fare una pizza più napoletana dei napoletani, dunque, è l’australiano Di Francesco, che le mani in pasta le ha messe fin da bambino seguendo la tradizione di famiglia e ora è il proprietario della pizzeria 400 Gradi di Brunswick, sobborgo di Melbourne. La tecnica l’ha affinata proprio a Napoli, presso l’Associazione verace pizza napoletana, dove ha imparato le regole per una vera “napoletana”: diametro entro i 35 centimetri, bordo rialzato, pomodori pelati, mozzarella di bufala Doc o mozzarella Stg, cottura nel forno a legna. La farina che usa se la fa arrivare dall’Italia, e anche le altre materie prime sono di altissima qualità. La bravura dei maestri napoletani è riconosciuta quindi in tutto il mondo e le loro capacità, permettono di far conoscere non solo uno dei piatti migliori del panorama culinario della Campania, ma anche di mostrare un aspetto importante della cultura napoletana.

 

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