L’AREC riunisce editori e librai napoletani per un convengo sul futuro dell’editoria

Si è tenuto all’Hotel Royal di Napoli il convengo “Editoria e nuove prospettive per una produzione culturale di qualità nel Mezzogiorno”. All’iniziativa, organizzata nell’ambito delle attività socio-culturali dell’AREC (associazione ex consiglieri regionali), hanno partecipato importanti esponenti napoletani del settore, come gli Edgar Colonnese e Diego Guida, i librai Gianfranco Lieto e Paolo Pisanti, il produttore Luciano Stella e il consulente per la cultura della Regione Campania Sebastiano Maffettone.

A partire dalla crisi attuale che condiziona le scelte degli imprenditori, colpendo in particolar modo la filiera dell’editoria e dalle conseguenze della fusione di due grandi colossi come Mondadori e Rizzoli, nel corso del dibattito sono state proposte a annunciate importanti iniziative. Maffettone, a tal proposito, ha parlato di una legge quadro per la cultura, concentrata soprattutto sull’editoria e sull’audiovisivo “campi nei quali c’è bisogno di maggiore attenzione” e di un evento simile al Bookcity di Milano “con molti eventi concentrati in pochi giorni e in diverse sedi”, riferendosi alla proposta avanzata dall’editore Guida nel corso suo intervento. Diego Guida, infatti, ha parlato di un festival della cultura itinerante, che faccia tappa in varie sedi della regione, con lo scopo di esaltare la letteratura in tutte le sue componenti.

L’editore Edgar Colonnese, ha insistito sull’importanza della trasformazione della figura dell’editore, al fine di sopravvivere alla crisi, adattandosi al lettore moderno che da soggetto passivo diventa attore nel processo di evoluzione del testo.

Sono evidenti le difficoltà per noi editori cartacei non “nativi digitali” – ha dichiarato Colonnese – per questo ci tocca trasformarci. Qui da noi, dove il mercato è assolutamente residuale, gli ebook vengono progettati convertendo prodotti editoriali tradizionali, mentre l’aspirazione massima dovrà essere quella di progettare direttamente ebook. Ma dietro di sé questa evoluzione include nuovi profili professionali, con dinamiche molto veloci di cambi di scenari.

Sintetizzando – ha continuato Colonnese – dobbiamo riconquistare alcuni di quei ruoli demandati da sempre alla catena distributiva. Da tempo i sei grandi gruppi editoriali italiani (Mondadori, Rizzoli, Gems, De Agostini, Giunti e Feltrinelli) hanno coperto tutti gli aspetti della filiera, determinando una vera e propria “occupazione militare” degli spazi in libreria. Infatti le “sei sorelle” hanno creato librerie di catena, spesso hanno proprie tipografie, reti autonome di promozione. Sistemi distributivi propri, partecipano alle società che gestiscono la distribuzione di libri nelle grande distribuzione organizzata.

Tutto questo sta determinando la chiusura progressiva delle librerie storiche e la sofferenza degli editori indipendenti. Ciò ci impone di costruire delle alternative a tutela dell’editoria indipendente che a sua volta garantisce pluralità, democrazia, bibliodiversità e la rete in questo senso rappresenta una risorsa non un problema!

La nostra regione – ha ricordato Colonnese – è tra le ultime in Italia per numero di lettori. C’è bisogno di interventi urgenti in termini di infrastrutture e promozione, di incentivi per la crescita dimensionale degli editori e di un’infrastruttura tale da “obbligare” gli editori a fare rete, a fare sistema.

A Napoli, siamo detentori di un patrimonio unico, di un enorme capitale immateriale che con pochissimi interventi potrebbe tradursi in una notevole ricchezza materiale. L’editore Colonnese, parla in tal senso di una “fabbrica dei racconti”. I presupposti per la realizzazione di un progetto del genere ci sono, ma è mancato finora un soggetto in grado di favorire la nascita di una filiera di trasformazione dei nostri luoghi in ambientazioni per storie; delle storie in fiction; della fiction in ritorno di attrattività per il patrimonio storico cittadino e regionale.

A conclusione del suo intervento Colonnese ha sottolineato l’importanza di incontri come questo organizzato dall’Arec, al fine di riflettere operativamente su progetti fondamentali per la tutela degli editori e dei librai indipendenti del Sud.

A tal proposito, è previsto già un secondo importante appuntamento annunciato da Diego Guida: a metà dicembre al PAN, gli editori napoletani incontreranno un gruppo di editori stranieri per discutere di diritti d’autore.

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