LE OLIMPIADI SONO UN AFFARE O UNA OPPORTUNITA’ POLITICA ? – Il caso di Londra

Di Achille Colombo Clerici

 

 

Nei giorni scorsi il Daily Mail ha pubblicato un bilancio nient’affatto lusinghiero dell’Olimpiade di Londra 2012, destinato a rinfocolare la polemica sulla candidatura di Roma all’evento sportivo nel 2024.

Il tabloid britannico, secondo per vendite dopo il Sun afferma, in sostanza, che l’Olimpiade 2012 è stato un pessimo affare e che praticamente nessuno degli obiettivi che si prefiggeva è stato raggiunto: niente rivitalizzazione di Stratford-East London, una delle aree più povere di Londra,  scarsa riutilizzazione del sito olimpico (invece di 6800 nuovi alloggi si vive ancora negli appartamenti dei villaggi degli atleti mentre negozi, palestre, molti ristoranti e bar sono semivuoti o addirittura chiusi); fallita anche la funzione di catalizzatore di comunità diverse e Olimpiacopolis è disseminato di carcasse vuote. Secondo le critiche “come tutti i siti progettati per un uso temporaneo è troppo grande e poco flessibile per poter cominciare una nuova vita. Mai dai tempi di Nerone tanti soldi sono stai sprecati per mettere su un circo”.

C’è comunque chi ci ha guadagnato. Lo Stadio olimpico è stato acquistato per soli 15 milioni di sterline mentre la collettività che paga le tasse si è dovuta accollare 255 milioni di debito. Altro caso-esempio tra i tanti. La Orbit Tower doveva attrarre 350 mila turisti  fatturando 1,2mld di sterline fin dal primo anno. E’ stata visitata da 123mila persone e ha perso 520.000 sterline.  Ma scotta soprattutto il fallito rilancio dell’area di Stratford – un progetto che, secondo gli organizzatori dei Giochi doveva essere esempio al mondo – che ha perso 300 fattorie, piccole imprese e artigianato e 14.000 posti di lavoro.

La città di Londra chiede case a prezzi ragionevoli,   non appartamenti costosi. Ma ciò che è disponibile sul sito delle Olimpiadi è solo questa tipologia di alloggi  perché è stato tutto appaltato ai costruttori che non intendono dare più del 31% dell’edificato all’edilizia convenzionata.

Lasciando ai critici la responsabilità delle loro accuse, va comunque tenuta presente la considerazione di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia:

“La valutazione della “portata” di un evento mondiale –afferma – non va fatta sulla base di calcoli ragionieristici delle spese e delle entrate immediate.

Siamo in un’epoca dominata dalla civiltà dell’immagine. E la logica politica delle nazioni e dei popoli, non e’ piu’ quella di imporsi con la forza delle armi, ma e’ quella di dimostrare continuamente di essere al centro del mondo globalizzato e non nella periferia del mondo.

Occorre cogliere ogni occasione e considerarla una opportunita’ politica, per dimostrare di esserci. Cosi’ ogni spesa va vista come un investimento.

E’ chiaro che tale ottica può essere condivisa dal pubblico e non dal privato. La distorsione nella valutazione nasce dal fatto che al giorno d’oggi tutti questi avvenimenti di portata pubblica sono affidati e gestiti prevalentemente dall’iniziativa di natura privata, che ragiona quasi sempre nell’ottica del profitto. Certo e’ comunque che se, a latere dell’evento centrale, partono iniziative economiche sconsiderate e avventuristiche, non si puo’ poi pretendere di averne ritorni positivi, sul piano dell’utile economico”

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