Legge di Stabilità: tutti i tagli del Governo

La legge di Stabilità del Governo Renzi miete le sue prime vittime e, come spesso accade, sono i soliti ministeri a vedersi sottrarre fondi necessari al proprio sviluppo e sostentamento.

Complice anche il “bonus bebè”, l’ultima manovra del Premier andrà a infierire ulteriormente sulla già zoppicante scuola, sulla sanità e, infine, sulla sicurezza.

Ma – grazie all’aiuto degli esperti di economia de “Il Fatto Quotidiano” – passiamo ad un’analisi approfondita di ognuno di questi provvedimenti.

Genova ancora piange e lotta con la marea di fango abbattutasi sulla città qualche settimana fa, ciò nonostante, i fondi messi a disposizione per la prevenzione e la sistemazione delle aree a rischio dissesto geologico vedono spuntare un bel segno meno di ben 15 milioni di euro.

Il taglio fa parte degli 8,3 milioni sottratti al budget del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per ogni anno da qui al 2017. Tra le voci di dettaglio 2,3 milioni per tre anni ridurranno il programma di missione “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”.

E se dovesse scattare l’emergenza e nessuno dovesse rispondere, si saprà il perché: nella tabella è previsto, infatti, anche un taglio di 1,4 milioni alle dotazioni del soccorso civile sul fronte dell’Ambiente.

E se è pur vero che all’indomani della sua nomina, il Premier aveva annunciato di voler ripartire dalla scuola, nelle ultime ore deve aver decisamente cambiato idea. I numeri della sfoltita a discapito delle strutture pubbliche sono, infatti, imbarazzanti.

Il Ministero dell’Istruzione – scrivono sul quotidiano on-line – finisce nella rosa dei tagli e con una sforbiciata da 148,6 milioni di euro, suddivisi in 30 a carico dell’istruzione pre-scolastica, 36 alla scuola primaria, 17,6 alla secondaria di primo grado, 54,8 a carico di quella secondaria di secondo grado, 5,4 milioni per l’istruzione universitaria, un milione dalla ricerca, per un totale di 421 milioni di euro per il prossimo triennio.

Strano destino, però, per le scuole non statali. Gli istituti privati, infatti, vedono recapitarsi ben 200 milioni di euro di contributi per il solo 2015 – oltre 50 milioni in più rispetto ai fondi tolti ai cugini del pubblico.

A pagare il prezzo più alto, però, è il Ministero della Difesa. Circa 550 milioni di euro di riduzione, di cui 496 arrivano direttamente dalla revisione delle spese per le Forze Armate e l’approvvigionamento militare.

Anche Giustizia e Sicurezza non se la passano poi così bene. La dotazione per il Ministero di competenza scende così di 64,1 milioni di euro che vengono sottratti alla giustizia civile e penale.

Gli esperti de “Il Fatto” ci scherzano anche su: “Gli italiani – scrivono – possono però tirare fin d’ora un sospiro di sollievo: il terrorismo che colpisce in Canada non sarà una minaccia per l’Italia, almeno per i prossimi tre anni. Lo dice il governo, lo controfirma il Capo dello Stato e ci mette anche il timbro la Ragioneria. Tutti d’accordo. Dev’essere per questo che al comparto sicurezza la legge di Stabilità non porta in dote un euro di più, semmai toglie 300 milioni nel giro dei prossimi tre anni”.

Anche la crisi Ebola sembra aver dato certezza al Governo di non passare sulle nostre coste prima di, almeno, altri tre anni. Così la cifra in tabella alla voce Ministero della Salute è di 11,3 milioni, e salirà fino a 33,3 nel giro di tre anni.

“La manovra è tanto espansiva – continuano – che finisce per colpire anche il Ministero dello Sviluppo Economico: in tre anni avrà a disposizione 20 milioni di euro in meno. Tra le voci rilevanti spiccano i 6,2 milioni sottratti alla “incentivazione del sistema produttivo”, che saliranno poi a 10 nel triennio 2015-2017. Non solo. Penalizzata è anche la promozione all’estero, l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione degli investimenti esteri che si vedranno tagliare fondi per oltre 1,5 milioni. Cinesi e ambulanti però ringraziano preventivamente il governo per quanto si prepara a fare sul ‘made in Italy’, voce di missione tanto cara ai politici da finire serenamente nel paniere dei tagli: la lotta alla contraffazione perderà 5milioni l’anno, 15milioni dal 2015 al 2017”.

Oltre 6 miliardi di euro, quindi, che scontentano un po’ tutti. Ad uscirne indenne è il solo Ministero degli Esteri e i loro mega-ambasciatori (non gli insegnanti all’estero che subiranno un taglio di 3,7 milioni di euro nel 2015 e di 5,1 per il successivo biennio), mentre anche 43 enti e organismi pubblici come Istat, Agea, Corte dei Conti e Autorità Anticorruzione, finiscono nel calderone.

“Pagano sempre gli stessi”, verrebbe da pensare. E invece no. Pagano tutti. Indistintamente. I cittadini, soprattutto. A meno che non siano neo-mamme… s’intende!

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