LEGGE ELETTORALE APPROVATA CON AMPIA MAGGIORANZA ALLA CAMERA. VOTANO CONTRO I PENTASTELLATI, GLI EX DI AN E I DALEMIANI.

È stato approvato alla Camera il Rosatellum bis. La fiducia è passata, anche con il voto segreto, senza particolari problemi con 375 sì, 215 no e ora passa alla prova del Senato, dove avrà un iter veloce.
“Abbiamo fatto una legge elettorale insieme con una maggioranza ampia, tra avversari politici non tra nemici”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato intervenendo in aula per la dichiarazione finale prima del voto di fiducia.
Il pericolo dei franchi tiratori c’era, ma la maggioranza già da questa mattina era sicura di riuscire ad approvare la riforma senza problemi. Nonostante i numerosi mal di pancia in diversi partiti, i numeri erano netti: per l’affossamento del Rosatellum sarebbero serviti oltre cento franchi tiratori. Troppi per poter pensare di non far passare la fiducia.
Durante la giornata è stato forte il pressing sui parlamentari del nord, i più sensibili alle incertezze dovute dai collegi uninominali riguardo al numero dei seggi, ma alla fine, il voto segreto non ha riservato sorprese.
I mal di pancia erano tanti, ma era anche forte la convinzione che se saltava il Rosatellum saltava tutto: legge, governo, legge di bilancio, legislatura. Un disastro sul piano economico e una clamorosa caduta di credibilità dell’Italia di cui nessuno voleva prendersi in fondo la responsabilità. Ma soprattutto elezioni prestissimo e al buio. Con il Consultellum che avrebbe garantito ancora di meno governabilità e – anche – possibilità di rielezione.
Destra divisa
Pochi lo sottolineano, ma la spaccatura nella destra è stata evidente, con Giorgia Meloni che sembrava una grillina (ha definito il Rosatellum bis come di “uno scempio”) e Fi e Lega favorevoli alla legge. Per il Carroccio la priorità è “andare al voto presto”, ha annunciato il deputato Cristian Invernizzi annunciando il sì della Lega.
Le polemiche sull’emendamento all’articolo 5
Nessun problema neppure in mattinata quando sono state votate le fiducie sui primi articoli del testo: la giornata parlamentare è passata senza troppi scossoni. Unica polemica quella legata all’emendamento all’articolo 5 del Rosatellum bis, approvato con 372 voti favorevoli e 149 contrari. La modifica, definita dall’opposizione “norma salva Verdini”, riguarda la Circoscrizione Estero e abbassa da dieci a cinque anni la residenza minima all’estero necessaria per candidarsi in quella circoscrizione elettorale.
Una norma che, ha assicurato il relatore della legge Emanuele Fiano, non è un emendamento ad personam, ma “una norma di pura reciprocità, perché al momento i residenti all’estero possono candidarsi anche in Italia mentre non è concesso il contrario, con una evidente limitazione. Nel momento in cui introduciamo questa norma di reciprocità, mettiamo delle limitazioni: non è permessa la pluri-candidatura, non ci si può candidare contemporaneamente all’estero e in Italia. E per chiarezza sottolineo che il Partito democratico presenterà solo candidati residenti all’estero”.
Per la deputata dem eletta all’estero Laura Garavini è solo una bufala, dal momento che all’estero, anche con il Rosatellum, si continuerebbe a votare con le preferenze come si è sempre fatto da quando la Circoscrizione Estero è entrata a far parte della legge. “È assurdo dire che Verdini, ammesso volesse candidarsi all’estero, uscirebbe favorito da una sua eventuale candidatura. Semmai, è vero il contrario. Gli italiani all’estero in tutte le tornate elettorali passate hanno confermato un forte orientamento di centrosinistra. Se, dunque, la destra vuole che Verdini non venga eletto, ecco che lo può candidare all’estero”.
I timori del M5s e la protesta fuori da Montecitorio
La protesta, però, più che in aula è fuori da Montecitorio con la “maratona oratoria” del Movimento 5 stelle. Tutti i rappresentanti pentastellati si sono alternati sul palco in attesa del voto finale con la piazza che fischiava durante le dichiarazioni finali di voto trasmesse su uno schermo. Accolto da una forte esultanza l’intervento in aula di Luigi Di Maio che ha parlato di “legge truffa”. Fino alla fine, il deputato M5s è andato a caccia di franchi tiratori: “Voglio dire a chi fra poco deciderà se svendersi per una poltrona o rialzare la testa che voi potrete decidere, il Rosatellum è una legge che non garantisce nulla, né al Paese né tanto meno a nessuno di voi”.
“Ma voi con chi volete governare? – ha chiesto Ettore Rosato rivolto ai banchi dei Cinquestelle – Volete governare da soli? State imbrogliando i vostri elettori anche se io un’idea ce l’ho su con chi volete governare”.
Quello che i grillini sanno molto bene ma che non possono dire è una semplice verità: i collegi uninominali li spaventano perché rischiano di perdere molti seggi.
Il Rosatellum bis sarà già in Senato domani e sarà inviato al presidente della Commissione Affari costituzionali, Giuseppe Torrisi, e da quanto si apprende l’esame potrebbe iniziare già la prossima settimana, con l’obiettivo di portarlo in aula il 24 ottobre.

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