LETTIERI: «DE MAGISTRIS? È IL PERSONAGGIO DEL FILM “ECCE BOMBO” DI MORETTI! NAPOLI NON È UNA CITTÀ SICURA»

Gianni Lettieri è l’imprenditore napoletano che cinque anni fa accettò l’invito a candidarsi a sindaco della sua città e a diventare il volto del centrodestra alle elezioni di quel 2011. Ha deciso di riprovarci adesso, e di rimettere di nuovo la sua faccia in questa sfida delle comunali 2016, a proposito delle quali abbiamo voluto porre delle domandi direttamente a lui, sulla sua candidatura, sul suo programma e sull’ultima amministrazione.
La destra arriva divisa a questo appuntamento elettorale di giugno. Da Taglialatela a gruppi minoritari di destra, tutti corrono per lo scranno più alto di palazzo San Giacomo. Pensa di riuscire a ricucire lo strappo anche con gli uomini della Meloni?
«Il primo punto da chiarire è che io mi presento a questo appuntamento elettorale con delle liste civiche. Non come espressione di partiti di centrodestra. Ci sono poi alcuni partiti, come Forza Italia, che hanno sposato il nostro progetto e hanno deciso di affiancarci in questa battaglia per liberare il Comune di Napoli dai de Magistris. Taglialatela ha deciso di fare una scelta diversa, ma non so quanto possa essere redditizia in termini di voti. Proprio questa mattina abbiamo presentato al mio quartiere generale in piazza Bovio le candidature nelle nostre liste dei consiglieri uscenti Marco Nonno e Vincenzo Moretto».
Il sindaco de Magistris, non prende parte agli incontri istituzionali con il governo, mostrando quasi un atteggiamento di sfrontatezza ed andando sempre avanti per la propria strada. Come giudica tale comportamento?
«de Magistris mi sembra il personaggio del film di Nanni Moretti ‘Ecce Bombo’ che ad un amico al telefono chiedeva come lo si sarebbe notato di più. Mi si nota di più se vengo o se non vengo, diceva quel Michele del film. De Magistris fa questo. Non pensa al bene di Napoli che imporrebbe il dovere istituzionale di dialogare a tutti i livelli amministrativi. Lui pensa solo alla propria carriera ed alla propria immagine. La sua politica di sostegno agli estremisti dei centri sociali che ha portato all’attacco a Renzi un paio di settimana fa è incomprensibile. In questo modo non si fa il bene di Napoli».
Nel corso di questo quinquennio, de Magistris ha cambiato 22 assessori. E’ stato un segnale concreto di chi comanda ma non governa il territorio. Quali saranno i criteri per l’impostazione della sua giunta, qualora dovesse essere eletto a sindaco?
«Io ho sempre detto che in questo momento non penso a chi farà parte della giunta. Di certo saranno persone competenti e non scelte per logiche di spartizione come ha fatto de Magistris. Di certo c’è che i miei assessori dovranno rendicontare il proprio lavoro ogni sei mesi. Se non avranno prodotto i risultati che ci siamo prefissati assieme all’inizio del percorso non saranno confermati. Io stesso dopo due anni e mezzo chiederò ai napoletani di fare un bilancio del mio operato e, se non dovesse essere stato soddisfacente, mi ritirerò».
Quali saranno i primi provvedimenti che attuerà nei primi 100 giorni di governo?
«Napoli non è una città sicura. Per questo la prima deliberà del mio governo riguarderà sicurezza e legalità. Ho già detto più volte che farò un upgrade del corpo di polizia urbana per creare un nucleo speciale composto da trecento vigili che vigileranno tutto il territorio cittadino ventiquattro ore al giorno. Successivamente terrò una giunta per ogni municipalità, in modo da ascoltare i territori e lavorare con loro per risolvere i problemi sui quali stiamo già lavorando, attraverso il programma quartiere per quartiere».
C’è qualcosa che l’ha colpita di più o l’ha amareggiata, in questa lunga pre-campagna elettorale?
«Io odio la violenza e quindi quando ho saputo che, in ben due occasioni, a Fuorigrotta e Bagnoli, i miei ragazzi che informavano i cittadini ai gazebo sono stati aggrediti fisicamente mi sono dispiaciuto tantissimo. È senza dubbio questa la notizia più amareggiante di tutta la campagna elettorale».
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