LIBIA, IL SEGRETARIO ONU CHIEDE L’EMBARGO SULLE ARMI

António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha fatto un accorato appello chiedendo a tutti i paesi di mettere in atto un embargo sulle armi nei confronti della Libia, evidenziando come prevenire la proliferazione delle armi sia importante per ridimensionare il conflitto in corso e per ristabilire la stabilità nel Paese.  Guterres, in una sua considerazione, ha palesato una «profonda preoccupazione  per l’arrivo di armi anche dal mare, rimarcando come l’Unione europea abbia esteso il mandato della missione navale ma abbia ridotto la sua presenza nell’area». Durante il Consiglio di Sicurezza che si è tenuto di recente, in un dettagliato rapporto, il titolare del Palazzo di Vetro, ha osservato che: «le operazioni militari in atto in Libia sono rafforzate dal trasferimento di armi nel Paese, anche dal mare» con particolare riferimento «all’applicazione di una risoluzione dello scorso giugno che autorizzava le autorità marittime dell’Unione europea ad imporre un embargo sulle armi al largo delle coste libiche. In marzo i Paesi dell’Unione europea hanno esteso il mandato della missione navale, ma hanno preso la singolare iniziativa di limitare le operazioni rifiutando di consentire il dispiegamento di unità navali». La Libia, intanto è attanagliata dagli scontri, tant’è che le forze di Tripoli sostengono di aver respinto un attacco di Khalifa Haftar ad Ain Zara, sobborgo di Tripoli situato a circa 12 chilometri in linea d’aria da Piazza dei Martiri, il centro della capitale. Si registrano pesanti scontri, anche a Wadi al Rabie, a circa 10 chilometri più a sud. Non sono poche le preoccupazioni che lo stesso Guterres fa emergere, nonostante gli scontri, si auspica una immediata ripresa dei dialoghi e una stabilita nel Paese.

A cura di Raffaele Fattopace 

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