Libia, ripresi i colloqui di pace con un mediatore delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé

TRIPOLI, Si è concluso a Ginevra il primo round di colloqui del Comitato militare congiunto (5+5 vale a dire composto da 5 membri delle forze di Khalifa Haftar e 5 di quelle rivali del governo di Fayez al Sarra) sulla Libia, che si è svolto tra rappresentanti militari dell’Esercito Nazionale Libico (L.N.A.) e il Governo di Accordo Nazionale Libico (G.N.A.).

La notizia è stata resa nota dalla Missione di Sostegno dell’ONU in Libia (UNSMIL). L’incontro ha avuto inizio lo scorso 3 febbraio, alla presenza di Ghassan Salamé ,inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, riferendo: «di essere soddisfatto dei risultati raggiunti, affermando però la necessità di ulteriori progressi.

L’Unsmil, in particolare, prende atto del consenso esistente sull’importanza di mantenere la tregua annunciata il 12 gennaio di quest’anno, della necessità di rispettarla e di astenersi dalla sua violazione. La missione rileva inoltre il diffuso consenso tra le due fazioni in merito all’urgenza per i libici di salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale del loro paese; proteggere i suoi confini; proteggere il processo decisionale e le risorse nazionali da qualsiasi interferenza straniera; fermare il flusso di combattenti non libici e inviarli fuori dal paese e continuare la lotta contro i gruppi terroristici identificati dall’Onu (al Qaeda, Is, Ansar al-Sharia)».

La Farnesina, in una nota dichiara che le Nazioni Unite hanno proposto il 18 febbraio 2020, come data per un nuovo ciclo di colloqui, dato che gli ultimi negoziati si sono conclusi senza arrivare a un accordo globale sul cessate il fuoco duraturo. Il punto dolente resta ancora la scottante questione migratoria, è stata inviata ieri la proposta italiana alle autorità libiche che rivede e aggiorna il “Memorandum bilaterale del 2017” per la cooperazione in campo migratorio. Il testo,  introduce significative modifiche per garantire più estese tutele ai migranti, ai richiedenti asilo e alle persone vulnerabili vittime dei traffici irregolari che attraversano la Libia e per promuovere una gestione del fenomeno migratorio nel pieno rispetto dei principi della Convenzione di Ginevra e delle altre norme di diritto internazionale Umanitario. L’Italia, chiede alla Libia per questo obiettivo anche il consolidamento dell’azione delle Organizzazioni delle Nazioni Unite, in particolare UNHCR e OIM.

Libia, proseguono a piccoli passi i colloqui.

 

A cura di Raffaele Fattopace

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