L’IMBARAZZANTE SILENZIO DELL’EUROPA SU ERDOGAN

La Turchia ha annunciato di aver sospeso la ‘’Convenzione Europea per i Diritti Umani’’. Una pessima notizia, nel già tragico quadro delle epurazioni e degli arresti partiti all’indomani del golpe del 15 luglio.

E’ atteso in giornata la dichiarazione dello ‘’Stato di emergenza’’ da parte del Governo turco, per la durata di 3 mesi. In base all’articolo 120 della Costituzione turca, lo ”Stato d’emergenza” non può superare i sei mesi, il Parlamento ha il potere di interromperlo o di estenderne la durata per periodi di quattro mesi rinnovabili. Con lo Stato d’emergenza, il Consiglio dei ministri, presieduto dal capo dello Stato, può “emettere decreti aventi forza di legge”, sottoposti lo stesso giorno all’approvazione del Parlamento.

Il fallito golpe ha dato il via all’attuazione del programma di epurazione nell’apparato statale di tutti quelli contrari alle politiche di Erdogan e del suo partito Akp. l vicepremier e portavoce del governo di Ankara, Numan Kurtulmus, ha fatto sapere che il numero delle persone arrestate con l’accusa di complicità nel fallito golpe è salito a 9.322. E proseguono anche le “purghe”.

A causa di sospetti legami con la rete che fa capo a Gulen, il ministero dell’Educazione turco ha annunciato di aver sospeso15.200 dipendenti e revocato la licenza d’insegnamento a 21 mila docenti che lavorano in scuole private. Nel complesso gli arresti e le epurazioni, tra militari e civili, riguardano circa 80mila persone.

Erdogan sta calpestando i più elementari diritti dell’uomo nell’assordante silenzio dell’occidente. L’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia sui migranti, in base al quale Ankara riceverà 6 miliardi di euro, va rivisto, in quanto la Nazione turca non garantisce la sicurezza degli stessi migranti.

L’Europa non deve voltarsi dall’altra parte ed ignorare la violenza di Erdogan. Alla Turchia, che ha formalmente ufficializzato la richiesta di entrare nell’UE, va chiesto il rispetto della libertà e dei diritti dei suoi cittadini e di tutti quelli in transito nel paese.

La minaccia inoltre del possibile rientro della ‘’pena di morte’’ come sanzione per i golpisti, è un chiaro segnale di come la Turchia sia lontana dai principi democratici europei.

L’Europa deve avere il coraggio di interrompere le relazioni diplomatiche con Erdogan fin quando regnerà questa instabilità democratica. Possa questo anche vale il prezzo dell’accordo sui migranti.

I diritti non si barattano, l’Europa devo ricordarselo bene.

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