L’INCREDIBILE STORIA DI SABA, DONNA PAKISTANA QUASI UCCISA PER AMORE

Saba è una donna pakistana che ha osato sposare l’uomo che amava. Per questo, suo padre le ha sparato in testa e l’ha gettata in un fiume. E poi ha continuato la sua vita come se niente fosse, protetto dalla legge che permette i cosiddetti “delitti d’onore”. Ma Saba è sopravvissuta ed è diventata un simbolo di speranza. E tra tre giorni avremo l’occasione per aiutarla.

Perché la sua storia è diventata un documentario che sta commuovendo il mondo e domenica correrà agli Oscar. In difficoltà, il Primo Ministro pakistano ha promesso che fermerà questi crimini e pare che abbia incaricato sua figlia, un’attivista per i diritti umani, di lavorare a una modifica della legge proprio in questi giorni. Ma secondo gli esperti del paese, senza una mobilitazione internazionale proprio in occasione degli Oscar non si riuscirà a superare l’opposizione in Parlamento.

Raccogliamo al più presto un milione di firme a sostegno di questa riforma di legge, prima della notte degli Oscar di domenica, per fare in modo che la storia di Saba abbia l’attenzione di tutto il mondo, e poi le consegneremo direttamente al Primo Ministro. Firma ora e condividi con tutti, non perdiamo questa occasione unica:

https://secure.avaaz.org/it/pakistan_end_honour_killing_loc/?bGYihcb&v=73269&cl=9532206576

Nel mondo i delitti “d’onore” uccidono ancora una donna ogni 90 minuti. In Pakistan la legge del 2004 che doveva abolirli non funziona perché c’è una assurda scappatoia: se una donna ha causato “vergogna” alla sua famiglia rifiutando un matrimonio combinato, riservando attenzioni alla persona sbagliata o anche venendo stuprata, può essere uccisa legalmente se la sua famiglia “perdona” l’assassino. Questi crimini non c’entrano niente con l’onore, nè con nobili tradizioni, sono solo la conseguenza di una società che considera le donne come degli oggetti.

Già in passato è stata presentata una proposta di legge per eliminare la scappatoia legale del perdono ma nessuno nel partito di governo l’ha sostenuta con forza. Ora il Primo Ministro, che non si era mai speso su questo tema, ha pubblicamente promesso riforme legali per fermare questi crimini. Ma Saba e tutte le donne pakistane avranno bisogno di tutto il sostegno internazionale possibile per contrastare le enormi resistenze interne e conservatrici e cambiare il sistema.

Davvero ce la possiamo fare. Quando la 15enne Malala fu assalita dai Talebani per il suo sogno di un’istruzione per tutti, il mondo si indignò. E dopo che la nostra comunità raccolse un milione di firme e le consegnò direttamente al Presidente pakistano, egli lanciò un piano di sostegno all’istruzione per 3 milioni di bambini. Questo è quello che succede quando agiamo uniti! Diamo ora la nostra forza alle coraggiose donne pakistane e aiutiamole a scrivere nuove leggi che le tutelino, società che rispettino la loro dignità e comunità che sostengano la loro libertà di decidere per sé stesse.

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