LOTTA AL COVID19: IL COTUGNO SI SVUOTA, ZERO RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA

Un sospiro di sollievo si eleva dal Cotugno che, per la prima volta dallo scoppio dell’emergenza, registra oggi lo svuotamento delle terapie intensive.

Nel nosocomio, impegnato in prima linea nella lotta contro il Covid19, elogiato dalla stampa estera per gli speciali protocolli seguiti al fine di scongiurare ulteriori contagi, tra cui docce clorate utilissime per decontaminare il personale sanitario prima di entrare una zona adatta alla svestizione, la fase più acuta sembra essere un lontano ricordo, ma attenzione ad abbassare la guardia, come afferma infatti Fiorentino Fragranza, primario della Rianimazione: “ La malattia sembra aver cambiato il suo volto, resta oggi circoscritta a pochi casi e di questi nessuno con complicanze broncopolmonari, ovviamente proprio perché sconosciuto e imprevedibile, questo virus va ancora temuto.”

Nel bollettino diramato nella serata di ieri dall’Unita di Crisi della Regione Campania, si registrano 4654 casi totali su 131.544 tamponi effettuati, con un incremento di 15 contagiati. Una situazione stabile, ma suscettibile di cambiamenti e che deve essere sempre tenuta sotto controllo.

I medici guariti dal Coronavirus dell’ospedale Cotugno, definito dal Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca “un’eccellenza mondiale per le malattie infettive”, hanno iniziato la donazione del plasma per dare avvio alla plasmaferesi, la terapia in fase di sperimentazione che, basandosi sul plasma dei guariti contenete anticorpi, sembrerebbe aprire una strada per la cura contro la pandemia che ha messo in ginocchio il mondo.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli a Napoli, Maurizio di Mauro ha dichiarato che “i primi a donare gli anticorpi sono i medici napoletani che hanno lavorato con i pazienti covid, si sono infettati, sono guariti e oggi donano per vedere guarire altri contagiati” aggiungendo “abbiamo creato una rete di umanizzazione che parte dal contagio e finisce all’aiuto ad altri malati”; la ricerca continuerà con donatori, su base volontaria, al fine di somministrare plasma ai pazienti più gravi.

Il lockdown è volto al termine ma la fase di convivenza con il virus è appena iniziata. 

Urgente il tema delle riaperture come avverte Vincenzo De Luca: Sollecitiamo il Governo ad accelerare al massimo i tempi per l’invio dei protocolli di sicurezza, ad oggi ancora non ufficializzati, per consentire agli operatori, in particolare ristoratori e balneari, i tempi necessari per preparare i propri locali e le proprie attrezzature in modo da poter riprendere le attività. I limiti fissati, di cui si sente parlare, impediscono la riapertura di oltre la metà degli operatori e non tiene conto delle specificità della nostra regione in particolare per la balneazione e larga parte della ristorazione, con una fascia costiera completamente diversa da quella del nord. Fermo restando l’obiettivo primario della tutela della salute dei cittadini e in attesa dei protocolli ufficiali, stiamo lavorando in queste ore, senza agitazioni inutili e senza demagogia, per predisporre protocolli regionali in grado di raccogliere le esigenze sanitarie a tutela dei nostri operatori. Contemporaneamente faremo quello che è stato cancellato dalla consapevolezza collettiva: la verifica rigorosa su cosa accadrà, sul piano epidemiologico, dopo il 18 maggio. Anche su questo manterremo ferma la linea della Campania: aprire tutto ma per sempre, in sicurezza, evitando di dover chiudere dopo una settimana.”

Occorre la collaborazione di tutti per non sprofondare, nuovamente, nell’incubo.

 

Anna Pavarese

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