Manuel Bortuzzo: “La lesione non era completa, potrei tornare a camminare”

Il sogno di diventare un campione del nuoto spezzato dagli spari davanti a un pub alla periferia sud di Roma in quello che sembrava un sabato sera come tanti altri. È il dramma vissuto da Manuel Bortuzzo, atleta ventenne, rimasto paralizzato alle gambe dopo la sparatoria nella zona dell’Axa, tra l’Eur e Ostia, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019. Il 9 ottobre, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, i due giovani imputati di tentato duplice omicidio aggravato dai futili motivi, sono stati condannati a 16 anni di carcere. Il pm aveva chiesto una pena di 20 anni.

L’8 luglio inizia il processo che vede imputati Marinelli e Bazzano. Nella prima udienza i due giovani chiedono il rito abbreviato. Il 23 settembre il pm di Roma, Elena Neri, chiede una condanna a 20 anni di carcere per Marinelli e Bazzano. Vengono contestati i reati di tentato duplice omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi, la detenzione e la ricettazione di arma da fuoco e la rissa. Nel procedimento, il Comune di Roma si costituisce  parte civile. Il legale di Bortuzzo, Massimo Ciardullo, invoca anche un risarcimento di 10 milioni di euro per il suo assistito. Il 30 settembre, in una nuova udienza davanti al gup, parlano le difese. Marinelli e Bazzano “non volevano uccidere, non c’è stata alcuna premeditazione“, sostengono gli avvocati Alessandro Federicis e Giulia Cassaro. I legali chiedono al giudice di riconoscere le attenuanti generiche. Il 9 ottobre, il gup  emette la sentenza di primo grado, riconosce la premeditazione e condanna Marinelli e Bazzano a 16 anni.

 

“Una notizia pazzesca, come tutto quello che ho fatto in questi nove mesi e ho sempre voluto tenere per me”. Ha annunciato così, dagli studi di “Che tempo che fa”,  che la lesione midollare non è completa. Manuel Bortuzzo, pertanto, ad appena 20 anni continua a dimostrare di essere un lottatore nato.  La sua storia è nel libro autobiografico che ha intitolato “Rinascere”, dal oggi in libreria.

“Quando non si parla di cose di cui si è sicuri, con la medicina è sempre meglio andarci con calma. In questo libro ho voluto annotare tutti i miei progressi, i miei miglioramenti”, ha raccontato la promessa del nuoto. A febbraio di quest’anno la sua vita ha avuto un drastico e drammatico cambiamento. Manuel è stato vittima di una sparatoria davanti a un pub della periferia romana che lo ha costretto su una sedie a rotelle. Da allora non si è mai arreso e ha sempre coltivato l’idea che un giorno sarebbe tornato a camminare.

“In questo libro ho voluto annotare tutti i miei progressi, i miei miglioramenti”, ha sottolineato Manuel, che si allena nel centro Centro federale di Ostia. “Mio padre mi sostiene nella vita e mi sostiene anche in piedi”, ha poi commentato il giovane atleta, nato a Trieste nel 1999, mentre veniva mostrata una foto pubblicata su Instagram, in cui il papa’ lo aiuta a stare in piedi.

Il libro di Bortuzzo, “Rinascere”, edito da Rizzoli, esce a nove mesi dalla notte in cui un proiettile lo ha fatto finire in sedia a rotelle. “Eccomi qui, a raccontare di me, sperando di poter essere d’aiuto a chi ha dovuto far cambiare rotta ai propri sogni”, scrive la giovane promessa del nuoto. Oggi, spiega nel libro, il suo sogno non è più partecipare alle Olimpiadi, ma ricominciare a camminare.

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