MARIO DRAGHI “LA CRISI NELL’EUROZONA È FINITA”

Secondo il presidente della Bce Mario Draghi la crisi economica è ormai un vecchio ricordo, lo ha affermato durante la sua visita nella città israeliana di Tel Aviv per ricevere la laurea ad Honorem nell’università della città omonima. Di seguito riportiamo le parole dell’esponente dell’Eurotower “La ripresa dell’area dell’euro è resistente e sempre più ampia fra i vari paesi e settori. Cinque milioni di persone hanno trovato lavoro dal 2013 e la disoccupazione, anche se ancora elevato, è a un nuovo minimo da otto anni. Solo mettendo insieme sovranità tra gli stati, l’Europa può vincere le grandi sfide: economia, sicurezza, migrazioni, difesa”. Lo stesso ha continuato dicendo “Tuttavia servono ulteriori progressi. L’architettura istituzionale dell’Unione economica e monetaria resta incompleta sotto diversi aspetti. La crisi ha messo in evidenza la debolezza strutturale della nostra costruzione e ci ha obbligato a muoverci. L’aggiustamento è iniziato con la creazione dell’unione bancaria. Ma il lavoro è lontano dall’essere esaurito e le sfide che dobbiamo affrontare vanno oltre l’Unione economica e monetaria. Riguardano sicurezza, migranti, difesa e queste sfide possono essere indirizzate solo mettendo insieme sovranità”. Durante il suo discorso, pronunciato dopo aver ricevuto la laurea, parla anche di sicurezza e di migrazione e delle presidenziali in Francia. Se l’ottimismo di Draghi sulla ripresa lascia intravedere un possibile segnale di cambio di marcia alla riunione di giugno sulle politiche della Bce, va ancora più in questa direzione la presa di posizione di Benoit Coeuré: il consigliere esecutivo della Bce, alla Reuters, ha avvertito del rischio di una “eccessiva gradualità” nel cominciare a ritirare le misure straordinarie di Francoforte.

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