Mario Martone:è tempo di affrontare Edoardo. L’intervista all’Ansa del regista napoletano.

Un regista, autore raffinato al cinema e al teatro come Mario Martone affronta, finalmente, per la prima volta il più grande di tutti, Eduardo De Filippo. “Con il Sindaco del Rione Sanità – dice all’ANSA il regista, in concorso oggi alla Mostra del cinema di Venezia – è arrivata l’occasione giusta di confrontarmi con un autore imprescindibile per me e per tutti i napoletani, un riferimento inevitabile” qualcosa nel dna. Prima è arrivato il teatro: Martone si è immerso nel progetto sociale di Nest, un’ex palestra abbandonata di San Giovanni a Teduccio alla periferia di Napoli oggi avamposto contro il degrado sociale grazie ad un teatro da 100 posti, laboratorio guidato da Francesco Di Leva. Insieme hanno portato in tourneè Il Sindaco del Rione Sanità da cui poi è venuta – con l’autorizzazione di Luca De Filippo – l’idea del film al cinema con Di Leva, che anche sul grande schermo interpreta il caporione di camorra che deve gestire la pace sociale nel quartiere con ambiguo carisma. Ma l’abbraccio con Eduardo non è finito: “a gennaio cominciamo le riprese di Qui Rido io”, il film su Eduardo Scarpetta, interpretato da Toni Servillo, il padre dei De Filippo, Eduardo e Peppino. “Ma Eduardo era dentro di me anche prima – spiega Martone – anche nell’Amore molesto, dal primo romanzo di Elena Ferrante, con al centro la zona grigia di Napoli che nessuno ha saputo esplorare come lui”. Intanto Il Sindaco del Rione Sanità, con un cast eccellente con Di Leva, Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, applaudito sin dalle prime proiezioni veneziane, uscirà al cinema come film evento solo il 30 settembre e il 1 e 2 ottobre con Nexo Digital. La storia, con la musica rap del percussionista napoletano Ralph P, è trasferita nella Napoli di oggi, dalle parti di Gomorra, “ma il testo di 60 anni fa continua e continuerà – dice Martone che l’ha adattato con Ippolita di Majo – ad essere universale perchè parla di rapporti familiari, di dovere, senso di colpa, potere ma soprattutto di una cosa…ossia l’importanza dell’assunzione delle responsabilità individuali e non c’è niente di più attuale”. Per questo Martone si è concesso il lusso di cambiare il finale: “il testo di Eduardo nel gesto estremo del protagonista Antonio Barracano sindaco della Sanità si conclude con un ‘si ammazzassero gli uni contro gli altri’ ma io queste parole ai cittadini di San Giovanni a Teduccio non gliele volevo far sentire”. E il suo fantastico protagonista Francesco Di Leva aggiunge: “siamo nei tempi di baby gang e paranza dei bambini, non c’è nessuno dalle nostre parti che a 40 anni vive con i beni conquistati dalla criminalità perchè a quell’età si sono già rovinati la vita o con il 41 bis o morti, invece nel Sindaco del Rione Sanità diamo un’altra lettura, una testimonianza civile: ciascuno in prima persona è responsabile”.

Previous Governo: slitta alle 12 l'incontro Pd-M5s e il premier incaricato Conte. Di Maio forza la mano, vacilla l'intesa sul Conte bis 'Voto degli iscritti su Rousseau conta'. Patuanelli getta acqua sul fuoco: 'La trattativa continua'. Ma i Dem insorgono: 'Eravamo d'accordo anche sul dl sicurezza'.
Next Ancelotti:"Nessuna amarezza per la designazione di Orsato." Martusciello(viceSarri):"Siamo motivati a fare non bene, ma benissimo."

L'autore

Può piacerti anche

Officina delle idee

A LODI LA PRIMA CATTEDRALE VEGETALE, OPERA DI MAURI

Siamo a Lodi, capoluogo della provincia lombarda, dove si erge un’imponente cattedrale  che ha qualcosa di unico al mondo: è fatta di querce.  E’ una cattedrale vegetale, opera di Giuliano

Officina delle idee

ABOLIRE I CAMPI ROM OPPURE OFFRIRE ALTRE OPPORTUNITA’?

Nel corso della trasmissione televisiva “La Gabbia” condotta da Gianluigi Paragone è stata proposta ai presenti la seguente domanda: “Bisogna abolire i campi Rom: SI’ o NO? La stragrande maggioranza

Officina delle idee

Covid-19, è guarito Mattia: «Sono tornato come avevo promesso alla mamma»

L’ultima cosa che Mattia ricorda, lo ha raccontato al Corriere della Sera, è proprio la voce del medico della terapia intensiva. «Ora chiama la mamma, dille che ti intubiamo, che andrà

0 Commenti

Non ci sono commenti!

Sii il primo a commenta l'articolo!

Rispondi