MAV: la storia archeologica in formato digitale

Un viaggio nelle antiche città romane di Pompei ed Ercolano, passando per tunnel borbonici fino ad arrivare alle case uniche e famose come quella del “poeta tragico”. Attraversando giardini, atri e terme si può rivivere la vita di quegli anni prima che l’eruzione del 79 d.C. coprisse fino alle nostre coste per riconsegnarci le meraviglie archeologiche “Patrimonio dell’Umanità”.

Situato a pochi passi dall’ingresso del parco archeologico di Ercolano, il MAV (Museo Archeologico Virtuale), inaugurato poco più di 5 anni fa, è nato dalla fondazione CIVES ed è gestito da tre soci pubblici: il Comune, la Provincia e la Regione. «Nasce da una felice intuizione» ci dichiara il direttore Ciro Cacciola, da tre anni alla guida della struttura «di applicare la tecnologia digitale all’archeologia delle città vesuviane. Questo sistema di integrazione tra tecnologia e la virtualità con quelle che erano le domus, le strade e i grandi edifici pubblici tipici delle città romane rende più consapevole la visita agli scavi. È evidente che la bellezza e l’unicità dei siti archeologici non sarà mai sostituita da un museo virtuale, infatti il MAV è complementare e non alternativo ai siti.»

Il rigore scientifico accomuna tutte le ricostruzioni che si possono vedere, ascoltare e toccare all’interno del museo virtuale. «Lavoriamo a stretto contatto con gli archeologi perché abbiamo interesse che il nostro lavoro poggi su basi scientifiche. Dietro ogni video, anche quelli piccoli che durano meno di un minuto, c’è uno scambio intenso tra l’archeologo ed il tecnico che opera sulla ricostruzione virtuale e c’è un lungo lavoro poi di miglioramento, cercando di avvicinare, quanto più possibile alla realtà, l’opera che andiamo a proporre.»

Ormai il successo del museo virtuale di Ercolano ha superato i confini nazionali. Hanno collaborato con il British Museum, nella celebre esposizione su Pompei che ha avuto numeri destinati a fare la storia del museo londinese, producendo il filmato sulla ricostruzione della “casa del poeta tragico”. A fine aprile si chiuderà la mostra organizzata dalla fondazione spagnola Casa Del Lector che, partendo dalle ricostruzioni virtuali della famosa Villa dei Papiri di Ercolano, propone un viaggio nella scrittura e lettura in epoca romana.

Il numero di turisti che fa tappa anche al MAV è in costante crescita tutti gli anni, e tra gli appassionati non ci sono solo le nuove generazioni dei “nativi digitali”.

Nonostante questo viaggio nel tempo, i segni e le ferite della struttura esterna ci riportano alla realtà della città con problemi sociali ed urbani. Il museo archeologico virtuale è nella parte storica di Ercolano che ha contribuito a rivalutare ma di cui ne subisce anche le contraddizioni. «Qualche settimana fa centinaia di giovani hanno organizzato un flash mob, circondando la struttura come se fosse stato un grande abbraccio. Il problema è come facciamo a rendere le nostre città delle città d’arte, affinché accolgano i siti archeologici rendendoli la loro eccellenza e non quasi come fosse un corpo estraneo.»

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