«Mettere in rete, superando le campagne denigratorie contro la Campania»

L’Assessore regionale Daniela Nugnes, intervenuta nello speciale “Dentro i Fatti” (già in onda ieri sera alle 21:25 su TV LUNA NAPOLI, stasera alle 21:25 su TELENOSTRA AVELLINO, domani alle 20:05 su TELEBENEVENTO e alle 21:10 su TELELUNA CASERTA), passa in rassegna questioni cruciali che riguardano l’agricoltura e la pesca.

 

Negli ultimi tempi contro la nostra regione ed i prodotti della terra si sono avversate campagne denigratorie. Come possiamo difenderci?

«Con la qualità e serietà dei produttori. Sicuramente la campagna denigratoria nei nostri confronti trova terreno fertile perché abbiamo pochi imprenditori che sono all’attenzione della cronaca giudiziaria che danneggiano l’intero comparto sano che vanta prodotti di eccellenza, di qualità e che non possono essere messi in discussione da nessuno».

Questa campagna contro i prodotti campani è fatta da giornali e tv di stato ma anche da imprenditori del nord.

«Infatti, da quando noi abbiamo il problema terra dei fuochi, noto anche oltre oceano, abbiamo avuto attacchi infondatissimi. Un esempio è il comportamento di alcuni gruppi imprenditoriali importanti che inviano lettere ai nostri produttori dicendo che non ritireranno più merce dalla nostra regione perché c’è il decreto terra dei fuochi. Tutti sappiamo che dietro alla produzione in Italia c’è una filiera rigida dei controlli che parte dalle aziende locali alla grande distribuzione, non inventata oggi per noi ma che va avanti da decenni. A questi gruppi di acquirenti nazionali ed internazionali sto rispondendo dicendo che se hanno consapevolezza che ci sono determinati tipi di problemi devono renderceli noti, altrimenti li denunciamo alle autorità competenti, innanzitutto per risarcimento danni e per danni di immagine».

Il Papa, nella recente visita a Caserta, ha detto “chi ama la verità deve amare l’ambiente e il creato”. Ci sono stati errori della politica e dei cittadini che hanno portato a tanto silenzio. Una volta quella terra si chiamavano “terra di lavoro”, oggi terra dei fuochi. Questo fa stare male.

«Fa stare male e bisogna ricordarlo come classe dirigente. Sicuramente ci siamo trovati impreparati in quei momenti quando non ero neppure ascoltata. Pensi che, anche quando sono stata in un salotto televisivo di una rete nazionale, ad una provocazione che mi è stata fatta su questo argomento, mi sono stati spenti i microfoni per non permettermi di replicare. Questo le fa comprendere come l’aspetto mediato è importante».

Sulla questione dei fondi comunitari, vogliamo dare alcune cifre dei finanziamenti europei spesi. Sappiamo tutti che nel Mezzogiorno molti soldi non sono stati utilizzati e ritornano a Bruxelles.

«Partiamo da un dato: il budget che la nostra regione ha speso nella programmazione 2007-2013 è oltre il 50%, più ad altre risorse già impegnate. Su una cosa ci tengo particolarmente: l’assessorato all’agricoltura della Campania è preso ad esempio in Italia perché è l’unico che non ha mai restituito un euro. Anche quest’anno abbiamo l’obiettivo di spendere i 265 milioni di euro, così come abbiamo fatto l’anno scorso e posso assicurare che questi soldi arriveranno sul territorio sotto forma di sovvenzioni non solo al comparto agricolo ma anche agli enti locali».

Per promuovere un territorio occorre creare sinergie, mettere in rete. Recentemente, in una conferenza stampa, ha promosso un’iniziativa che va in questa direzione.

«Ci credo seriamente nella promozione. Non si può immaginare di lavorare più per comparti separati e pensare di dare benefici al territorio se non ci si preoccupa di chi dovrà usufruirne. In questa direzione va l’iniziativa promossa da me e dal Gal Alto Casertano “Go Easy”. Abbiamo partecipato attivamente come assessorato perché sono convinta che il futuro del nostro territorio è in questo senso: agricoltura e turismo. Non abbiamo vocazione industriale».

In questi giorni che si parla di operazione “mare nostrum”, come sta messo il comparto della pesca?

«Mi fa piacere parlarne, dato che di solito si parla di agricoltura come se la pesca fosse una cosa irrilevante. È vero che il numero di pescatori sono minimi rispetto a quello degli agricoltori ma è anche vero che il pescato della nostra regione è famoso in tutta Italia. Le faccio un esempio: su 14 imbarcazioni che si occupano della pesca del tonno rosso, 8 sono autorizzate in Campania».

Un’ultima domanda: Caldoro sarà ancora presidente del centro destra in Campania o cambiate capitano in corso d’opera? Come sarà scelto il candidato presidente?

«Se lo chiedono a me dico che il futuro presidente sarà Caldoro. Rispetto alle modalità per la scelta del candidato a palazzo Santa Lucia credo che spetti al partito. Il Presidente ha fatto un ottimo lavoro, nonostante ha ereditato un situazione difficile».

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