Milano Fashion Week 2020: la moda uomo è ‘british’

Apre Dsquared2, chiude Gucci. Si preannuncia molto speciale e una delle più internazionali di sempre, la nuova edizione della Fashion Week 2020 dedicata alla moda uomo che inizia oggi a Milano e prosegue fino a martedì 14 gennaio. Cinque giornate in cui il capoluogo lombardo si riprende il ruolo di protagonista del settore, puntando i riflettori sulle numerose sfilate e presentazioni, tutte dedicate al menswear.

La Fashion Week ricorre due volte l’ anno: tra Gennaio e Febbraio i designer fanno sfilate le loro collezioni Autunno/inverno, mentre tra Settembre e Ottobre mostrano al mondo le loro collezioni Primavera/Estate.

77 collezioni, di cui 26 sfilate, 46 presentazioni (5 su appuntamento) e 22 eventi compongono questa Fashion week maschile, che si annuncia piena di sorprese. Tanti i brand che tornano a sfilare sotto le guglie del Duomo, come i fratelli Dean e Dan Caten di Dsquared2, che hanno dato al via con una sfilata co-ed e un party per festeggiare i 25 anni del marchio. Il 10 gennaio ha segnato il ritorno di un altro nome forte del menswear, Ermenegildo Zegna. Domenica 12 scendono in pista Iceberg, Etro, Msgm, N.21, Prada e Salvatore Ferragamo. Restano protagonisti anche Fendi e Giorgio Armani, che sfilano questo lunedì 13 (Emporio Armani sfila invece sabato 11). Torna a Milano Gucci, che dopo stagioni di co-ed, chiude la moda uomo martedì 14 gennaio con uno show tutto al maschile. Altro appuntamento della giornata è il fashion show di Marco De Vincenzo, che torna a sfilare a Milano. Tanti anche i debutti. Infine, oltre ai designer di casa nostra, la città si prepara ad accogliere una nutrita schiera di etichette inglesi, grazie alla collaborazione siglata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana con il British Fashion Council. Tra i nomi ‘caldi’ del calendario, Stella McCartney e Alexander McQueen, marchi ‘very brit’ presenti con due presentazioni. Il primo, oltre alla fall-winter 2020 svela anche la Resort donna, mentre il secondo label presenta la propria collezione con un evento in programma domenica. Ad ogni modo, la formula co-ed, ossia quella che prevede la presentazione in passerella delle collezioni maschili e femminili insieme, appare per questa edizione in forte ribasso. In linea di massima, tornano in auge le sfilate singole.

Il calzolaio, il pastaio, il ceramista, il pittore, l’orologiaio e anche il pastore: un autentico elogio dei mestieri italiani, di quella sapienza artigianale che contraddistingue il made in Italy. C’è la tutta la tradizione italiana e l’eccellenza del saper fare nella nuova collezione maschile di Dolce e Gabbana presentata al Teatro Metropol di Milano, dove il duo di stilisti ha espresso la propria voglia di tornare alle radici del lavoro artigianale. «Il messaggio che vogliamo dare è quello di un ponte tra la tradizione italiana del lavoro e le nuove generazioni – spiegano i due stilisti – per dire ai giovani che con le mani si può fare qualcosa di utile a sé stessi e alla società». E di giovani seduti in platea ce n’erano davvero moltissimi

Fashion Week significa anche città invasa dai modelli. Molto richiesti sono i volti noti ma anche le ‘new faces’, scoperti anche grazie ai social. Vantano tutti ampio seguito di follower su Instagram, come il tedesco Leon Dame. A Milano anche Alpha Dia, tedesco anche lui, di origini senegalesi, 28 anni e un portfolio invidiabile (ha sfilato per Fendi, Missoni, Burberry, Boss, Fila ed è volto delle campagne di Salvatore Ferragamo e Givenchy.) Tra i più giovani e promettenti spicca anche il nome di Maikls Mihelsons. Lo scorso anno per lui si son spalancate tutte le porte: da Sacai a Dries van Noten, Rochas, Raf Simons, Prada, Givenchy.

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