Milano, Rischio di paralisi del mercato immobiliare per gran parte del vecchio edificato

Partecipando ad un dibattito sulla situazione del Comune di Milano e sulle criticita’ aperte, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha richiamato l’attenzione sul problema aperto dall’ art.11 del Regolamento edilizio del Comune di Milano che prevede l’obbligatorieta’, per tutti gli immobili esistenti ultracinquantenni per i quali non esista o non sia reperibile il certificato di collaudo statico (eventualita’ frequentissima anche a causa delle difficolta’ di reperimento dei collaudi pur esistenti), di una verifica di idoneita’ statica da attuarsi entro il 2019, con la sanzione della inagibilita’ dell’ immobile o delle parti di questo non certificate, ove il relativo “certificato non venga rilasciato entro i termini previsti”.

« Dopo la scadenza del termine – ha ricordato – sara’ necessario allegare il certificato alla documentazione notarile dei rogiti.

Preliminarmente dobbiamo dire che, a nostro avviso, trattasi di una norma illegittima poiche esorbita dalla potesta’ normativa di un regolamento edilizio.

Nel merito osserviamo che si dovrebbe intervenire in Milano su circa 30.000 edifici ( attorno al 60 % dell’esistente ) con grandi difficolta’ operative.

La soluzione proposta dal Comune e’ indicata in una Determinazione Dirigenziale del novembre 2016 la quale prevede un procedimento che ci sembra non perfettamente in linea con quanto prescritto dalla legge nei D.M. del 1985.

Sicche’ sussiste il rischio che si perfezionino degli atti che non diano garanzia di tenuta sul piano di una eventuale verifica di legittimita’, e quindi presentino problemi in caso di vaglio giurisdizionale in qualsiasi sede.

Oltre tutto, al pari del collaudo statico, anche la verifica dell’idoneita’ statica con relativo certificato, e’ uno strumento concepito a misura di un unico soggetto agente. Mentre la verifica prevista dal Regolamento dovrebbe esser attuata il piu’ delle volte da una molteplicita’ di soggetti.

Con la conseguenza che, in mancanza di accordo ( ad esempio in caso di condominio) gli effetti si irrradierebbero su tutti i comproprietari/condomini.

Cosi’ stando le cose per tutti questi immobili, che rappresentano alcune centinaia di migliaia di unita’ edilizie, si profila, alla data di scadenza dell’obbligo indicato, il rischio di una paralisi della commerciabilita’.

E’ proprio quel che ci vuole per il gia’ sofferente settore immobiliare

Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

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