MITI DI NAPOLI: LA STORIA DI CUMA, OPERA COLONIALE

La fondazione di Cuma avvenne nel 730 a.C., ad opera di un gruppo di coloni greci che in un primo momento si era stabilito a Pithecusa (oggi Ischia), fondando un porto commerciale. In seguito però, a causa dei numerosi movimenti tellurici, i coloni decisero di spostarsi sulla terra ferma. Secondo Stazio, sarebbe stato il Dio Apollo sottoforma di colomba, a mostrare la via per la nuova colonia, che si chiamerà Kime (onda). La polis era protetta su tre lati da pizzi a strapiombo sul mare e dalla Silva Gallinara. Kime raggiunse il suo massimo splendore tra il IV ed il V secolo a.C., determinando il controllo sull’allora detto Golfo Cumano. La sua politica espansionistica però, causò il malcontento degli Etruschi, che si erano stanziati a Nola, Nocera e Capua, generando un terribile conflitto. Dopo due sanguinose battaglie (524 e 504 a.C), i cumani trionfarono definitivamente sugli Etruschi nel 474 a.C. Superata una minaccia, ne arrivò presto un’altra.Del maestoso edificio, oggi resta soltanto il basamento. In età augustea venne completamente ricostruito, mentre con l’avvento del cristianesimo, fu convertito in basilica paleocristiana.

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