Mobilità ciclistica, M5S: La Campania all’anno zero. Manca legge regionale rete ciclistica

“E’ necessaria anzi urgente una legge regionale di riordino della mobilità ciclistica che non può essere una legge assestante ma deve avviare una vera trasformazione del territorio affinché ci sia una rete di piste ciclabili non isolate l’una dall’altra ma collegate, interconnesse e intermodali”. Lo dice Maria Muscarà, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle che ha partecipato al Pan agli stati generali delle associazioni che promozionano la mobilità ciclistica e le politiche dello sviluppo sostenibile in Campania con i rappresentanti della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) – coordinamento regionale Campano, WWF e LEGAMBIENTE“ Come Movimento 5 Stelle esprimiamo una forte critica al lavoro che si sta svolgendo in Regione Campania – sottolinea Muscarà – tutte le proposte che vanno nel segno della mobilità sostenibile e quindi che non riguardano solo il mondo delle pedivelle vengono puntualmente bocciate dal Consiglio regionale della Campania”. “La Regione potrebbe invitare i Comuni con più di 30.000 abitanti  ad ottemperare a ciò che dispone il nuovo codice della strada – suggerisce Muscarà – ossia i PUMS piani urbani mobilità sostenibile  che prevedono la realizzazione della mobilità integrata, Ztl e la Zona 30 (un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari) strumenti che favoriscano pedoni e ciclisti con la riduzione dello spazio per la circolazione delle auto a favore di quello riservato alle piste ciclabili e ai percorsi pedonali e la creazione di aree adibite a scopi sociali”. “Ma soprattutto riconoscere incentivi per chi usa la bicicletta, l’intermodalità – aggiunge la consigliera – favorire l’acquisto dei vettori che possano consentire il trasporto delle biciclette”. “Nel collegato alla stabilità regionale – ricorda – fu inserito un nostro emendamento su ciò che definiamo una mobilità ‘umanizzata’. Quel testo prevedeva la convocazione di un tavolo entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge al quale avrebbero dovuto prendere parte oltre a rappresentanti degli Enti locali e delle società regionali per la mobilità, anche i rappresentanti di associazioni ambientaliste e di mobilità ciclistica”.E’ trascorso oltre un anno e mezzo e dalla Giunta nessun segnale – sottolinea – a dimostrazione della disattenzione e della cecità assoluta sui temi mobilità sostenibile urbana  e sul sistema di piste ciclabili regionali e delle ciclovie turistiche”. “Le associazioni sono molto più avanti della politica, segnano la strada  – evidenzia –  purtroppo la politica, le istituzioni distribuiscono i soldi altrove faccio un esempio: stigmatizziamo la pista ciclo-pedonale vesuviana che sorgerà sull’ex linea ferroviaria Rfi di Cancello – Torre Annunziata costata oltre 9 milioni di euro, si tratta di una finta mobilità che forse farà bene solo a un piccolo territorio ma non rientra  nelle grandi linee progettuali della rete ciclistica della Regione Campania”. “Occorre un cambio di passo – conclude Muscarà – la Campania è tra le poche regioni italiane ferma all’anno zero sul tema della mobilità ciclistica”.

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