Napoli, Ancelotti: “Col Verona è questione di vita o di morte. La voglia di lottare per lo scudetto ci sarà fino alla fine”

Sei punti da rimontare in classifica alla Juventus e i malumori di Insigne e del presidente De Laurentiis da gestire. Carlo Ancelotti col suo Napoli riparte ospitando il Verona: “Vincere questa partita è questione di vita o di morte, dobbiamo ripartire e ritrovare la continuità”. Il clima non è dei più distesi: “Le parole di ADL ai giocatori sono state forti, ma dette col cuore. Rapporto teso con lui? Solo tante frottole”. L’allenatore del Napoli, ha parlato in Press Conference alla vigilia di Napoli-Verona. Ecco quanto evidenziato da Linkabile:

Un commento sulle parole di De Laurentiis? Resterai dieci anni?
Mi trovo bene a Napoli, ma la priorità non è il mio rinnovo ma la squadra e le partite che andremo ad affrontare. Non commento le sue parole, sono arrivate dal cuore anche se forti su alcuni giocatori. Le indiscrezioni sul mio rapporto teso con ADL sono frottole.

E le parole su Insigne?
Lorenzo ha fatto un ottimo inizio di stagione; benissimo nel pre-campionato e bene nelle prime partite. Ha cambiato un po’ la posizione, poi ha avuto un attimo di sbandamento e De Laurentiis l’ha fatto notare. Insigne per me e per la squadra è di fondamentale importanza, quando è sereno e allegro dà il meglio di sé, quando è ombroso non riesce a tirare fuori le sue potenzialità. Con la tribuna di Genk ho voluto rimarcargli questo, un gesto forte, ma ora si sta allenando serenamente e farà bene.

I rinnovi di Mertens e Callejon?
Se ne parla da molto tempo e il rendimento dei due è stato ottimo in questo periodo. Se ne parlerà ancora: la società ha fatto un’offerta ponderata e vuole tenerli, poi starà a loro accettarla o meno.

Le critiche sono state esagerate?
Alcune sono state inventate. Se valutiamo il percorso, alcune cose sono state fatte bene e abbiamo capito che i nuovi aumentano la qualità della squadra. Di Lorenzo ha fatto bene, Manolas si è integrata benissimo. Abbiamo toccato livelli di gioco molto alti e abbiamo battuto i campioni d’Europa, mostrando sempre un’idea chiara di gioco tranne contro il Torino, quando abbiamo modificato il nostro modo di giocare per via delle loro caratteristiche. Anche dal punto di vista fisico abbiamo avuto un solo infortunio muscolare, meno di molte altre squadre. Ci sono cose che dovremmo fare meglio e ci bruciano i pareggi contro Genk e Torino che ci possono stare, e il ko col Cagliari. Noi tutto questo dramma non l’abbiamo visto, né io né chi lavora con me o con la società. Da Lozano ci aspettiamo di più, ma dal punto di vista tattico si è allenato con noi solo sei volte in pratica. Dobbiamo conoscerci meglio.

Come sta Lozano?
Non l’ho ancora visto, è rientrato ieri sera. Solo una botta, ma valuteremo se sarà disponibile per andare in panchina.

Dovete migliorare in personalità?
La qualità c’è, va messa insieme. E’ difficile cambiare la personalità e il carattere delle persone, noi dobbiamo pensare ad avere una conoscenza perfetta di quello che dobbiamo fare in campo.

Qualche indicazione di formazione?
Non mi sbilancio, ogni squadra ha le sue caratteristiche. Se cambiamo qualcosa in attacco non vuol dire perdere identità, ma trovare contromisure contro un certo avversario. Giocheremo in maniera diversa rispetto a quanto fatto col Torino.

Che reazione ti aspetti?
Dobbiamo tornare a fare punti, questo conta molto. E migliorare le carenze della prima parte di stagione, che comunque non è da buttare. Contro Torino e Genk con più determinazione sotto porta potevamo vincere.

La questione razzismo negli stadi?
La situazione sta migliorando, sono migliorate. Le istituzioni hanno preso coscienza della questione e se prima si parlava di goliardia, ora si fanno le cose sul serio. La strada è giusta.

 Dove rende meglio Insigne?
Davanti, sul centrosinistra secondo me.

Sente un clima ostile attorno a voi?
Io leggo i dati. Al San Paolo c’è grande affluenza ed è un segnale positivo importante. Poi nelle pause si tende ad accentuare le critiche, ma le chiacchiere le porta via il vento.

Come sta Milik?
Sta bene, per fortuna. Ho sentito dire che ha giocato poco, che avrebbe bisogno di minutaggio. Ma se non ha giocato non è stato per colpa mia, ha avuto un problema di un mese per un problema al retto addominale. Non abbiamo potuto utilizzarlo, ha perso una parte di stagione importante e non ha fatto una preparazione adeguata visto che già a luglio aveva problemi. Ora sta bene e sarà importante per noi.

E Younes?
Si è allenato molto bene, ha possibilità di giocare dopo un periodo di flessione.

Come sono rientrati i nazionali?
Chi è rimasto ad allenarsi qui so perfettamente che tipo di partita e prestazione possono fare, sugli altri devo valutare.

 Gioco di squadra, singoli o caso: cos’è più determinante per avere successo?
Il segreto del calcio è mettere insieme le qualità individuali dei giocatori per far sì che si possa ottenere un buon gioco di squadra, efficace, produttivo, bello e divertente. Chi mette le proprie qualità al servizio della squadra è un campione, altrimenti resta un giocatore normale.

Guardate la classifica?
Dobbiamo fare la corsa su noi stessi. Brucia la sconfitta col Cagliari perché quella partita l’abbiamo fatta bene. Vogliamo tornare a vincere

Sarebbe d’accordo sui cinque cambi in partita?
Non è una cosa facile da proporre. Quello che da sempre proponiamo è che i soli 18 giocatori da portare in partita in Champions non ha più senso. Per un allenatore mandare 3-4 giocatori in tribuna è penalizzante.

Da chi si aspetta qualcosa in più?
Da tutti perché sono certo che tutti possiamo dare qualcosa di più.

In che posizione vede meglio Lozano?
Punta centrale, nella posizione in cui ha giocato meno. La sua qualità migliore è l’attacco della profondità senza palla, è più veloce e vede le cose prima degli altri. Deve contare sull’appoggio dei compagni e nella rosa non abbiamo un giocatore con le sue caratteristiche. Si deve adattare, ma il problema per il Verona non è la botta ma il viaggio.

Perché Insigne è finito in tribuna col Genk?
Perché si è comportato male e non si è allenato a dovere. E’ successa la stessa cosa a Younes. Chi non si allena bene non gioca, i giocatori lo sanno bene.

Come state preparando la sfida col Verona?
La squadra sa l’importanza di questa sfida. L’Hellas ha fatto bene e ha grande solidità difensiva, ha subito pochi gol. Ma anche davanti hanno qualità e sarà una gara ad alta intensità, con molti duelli. Questa sfida è questione di vita o di morte.

Puntate allo scudetto?
La voglia di lottare per lo scudetto ci sarà fino alla fine.

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