Napoli in stile Champions: vince e convince. Gattuso batte anche la Spal, centra la quinta vittoria in campionato

Ragazzi guardatevi in faccia e rendetevi che siete un esempio di vita.
Perché ad inizio anno avevamo tante speranze su di voi, la speranza di fare finalmente il grande passo, la speranza di arrivare finalmente in cima al palazzo.
Speranze andate perse quasi subito, una doccia fredda per tutta la città perché già da ottobre avevamo smesso di sognare la rivalsa di un popolo intero.
Ammutinamenti,
Discussioni,
Riunioni abbiamo visto anzi sentito solo questo dalle mura del San Paolo e dalle mura di Fuorigrotta.
Ma poi in un giorno di dicembre arriva un leone di nome Gennaro che cambia, smuove il mondo Napoli.
Tutti in riga con Gattuso perché ringhio non transige nessuna sbavatura.
Al Napoli non sono mai servite le carezze ma solo schiaffi per crescere.
Ed ora grazie alla linea dura ma umana del mister ha fatto si che il Napoli diventasse una squadra vera.  Ancelotti aveva distrutto un gruppo, l’allievo Gattuso lo ha ricompattato e rinvigorito.

E su questa lunghezza d’onda, il Napoli continua a credere nella Champions, come aveva promesso al presidente De LaurentiisGattuso batte anche la Spal, centra la quinta vittoria in campionato e tiene il passo dell’Atalanta, che consolida il quarto posto passando anche a Udine e allungando a 9 punti il vantaggio sulla Roma. La Champions sembra un miraggio in questo momento con 12 punti di distacco, ma gli azzurri hanno intenzione di provarci fino alla fine.  Da un lato Gattuso, dall’altra Gasperini. Due allenatori che possono contare sulla grinta dei loro uomini, assetati di vittorie. Giovedì prossimo si ritroveranno l’uno di fronte all’altro, con la consapevolezza che se anche dovesse andar male ai padroni di casa il distacco resterebbe di nove lunghezze. Non poche.

Dunque, vittoria comoda e senza troppi affanni per il Napoli che batte la Spal al San Paolo (3-1) e raggiunge la quinta vittoria consecutiva in campionato. “Più di così non possiamo fare – ha spiegato Gattuso in conferenza –. Recuperiamo le energie e pensiamo all’Atalanta, che fa buoni campionati da tempo. A Bergamo ce la giocheremo. Da due settimane ripeto la stessa cosa ai ragazzi, diamo continuità di gioco per essere pronti il prossimo anno e rinforzarci dal punto di vista tattico e tecnico. Sono contento delle firme di Mertens e Callejon: José non poteva cancellare la sua storia in un attimo dopo tanti anni in azzurro, mi ha dato tanto. Il presidente e la società, pagandogli la polizza assicurativa fino ad agosto, hanno fatto un gesto importante”.

Sette anni non potevano finire con un battito di ciglia, è vero. Intanto Callejon ritorna al gol, esulta portandosi la mano al mento, lasciando intendere, come ha anche evidenziato su Instagram la moglie, che la professionalità non gli manca. Punto di domanda: un giocatore così è facilmente sostituibile? Penso proprio di no. Essendo ancora integro, ed avendo ancora tanta voglia di dimostrare il suo valore, credo che a nessuno darebbe fastidio se rinnovasse il contratto per almeno un’altra stagione, se non due.  In fondo pensateci, miei cari tifosi,  questa partita a completare la torta doveva toccare a lui, Josè.  Il destino aveva scelto lui. Era tutto scritto. Uno dei suoi goal tipici: lancio filtrante perfetto, aggancio maestrale e tiro chirurgico ad incrociare; sembrerebbe quasi un flashback. Un salto nel passato lungo 7 anni. Ci resta ancora un po’. Il 31 Agosto ci saluteremo, ma per ora non ci resta che godere del momento, pensiamo a goderci l’attimo, carpe diem José, Carpe Diem.

Previous Desamentasone: un farmaco capace di ridurre la mortalità per la covid-19
Next Migranti: naufragio nel mar Egeo, 4 dispersi

L'autore

Può piacerti anche

ultimissime

USA-ITALIA , TRUMP INCONTRA PAPA FRANCESCO: ” E’ UN GRANDE ONORE ESSERE QUI”

 “È un grande onore essere qui” !Cosi si è espresso il presidente americano, Donald Trump  al momento della stretta di mano con il pontefice, durante l’incontro avvenuto in Vaticano.  Tra i due

ultimissime

Addio a Luciano Rispoli, l’ultimo signore della tv italiana

Nel corso della notte è morto Luciano Rispoli, ultimo superstite di una televisione pacata e mai urlata. Nato nel 1932 entra in Rai nel 1954 vincendo un concorso per telecronista

ultimissime

Papa Francesco a Bari: “Mi fanno paura i discorsi di alcuni leader populisti, seminavano odio già negli anni trenta del secolo scorso”

Condanna coloro che strumentalmente dipingono le migrazioni come “un’invasione”. “La retorica dello scontro di civiltà – dice – serve solo a giustificare la violenza e ad alimentare l’odio”. E confida:

0 Commenti

Non ci sono commenti!

Sii il primo a commenta l'articolo!

Rispondi