Napoli, l’eterna polemica del lungo mare liberato

Il lungomare di Napoli, considerato da molti tra i più belli al mondo, è diventato il nodo centrale di una lunga controversia tra il Comune e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici della città. Dopo l’edizione dell’America’s cup 2012, ricordiamo, dove furono chiuse le strade di Via Caracciolo e Via Partenope, il Sindaco, Luigi De Magistris, decise di rendere il lungomare libero dalle auto permanentemente. Da questo provvedimento, intitolato appunto, “Lungomare liberato”, scaturirono moltissime critiche. Da un lato a protestare furono i cittadini, che videro chiusa un’intera zona di transito, dall’altra furono i ristoratori di Via Partenope a creare una class action contro questa disposizione, perché ritenevano che il mancato passaggio dei veicoli nella zona, avrebbe portato a una netta riduzione della clientela.
A distanza di due anni, nonostante la situazione sia cambiata, le polemiche non sono sparite. Da un anno un tratto di Via Caracciolo è stato riaperto al traffico, placando in parte l’ira dei cittadini, che sono stati da sempre contrari a un provvedimento così repentino, da evitare che si creasse una valida soluzione per la viabilità delle automobili. Intanto i ristoratori si sono accorti dell’enorme vantaggio che il “Lungomare liberato” ha creato, i loro tavoli, infatti, si sono spinti aldilà del marciapiede, dove prima si fermavano, creando così nuovi posti a sedere e quindi, maggiori introiti. Ma le critiche non si sono dissolte, in molti credono che il lungomare nel week end diventi una “fiera di paese”, dove vige un totale caos, non c’è controllo delle forze dell’ordine e si assiste spesso a scene indecorose. I nostalgici, invece, vorrebbero che si ripristinasse il passaggio delle macchine in tutta la zona.
L’eterna polemica, negli ultimi giorni ha subito una svolta, e vede scontarsi il Sindaco con la sua Giunta da una parte e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici diretta da Gregorio Angelini dall’altra. Luigi De Magistris, non ha mai nascosto il suo desiderio di voler riqualificare l’intera tratta del lungomare, eliminando completamente il traffico delle autovetture. A tal proposito sono stati stanziati diciotto milioni di euro di finanziamenti per il rifacimento dell’intero lungomare. Il progetto, che ha come scopo la pedonalizzazione totale delle due strade, prevede il livellamento dei marciapiedi, il ricongiungimento della Villa Comunale al mare, levando la cancellata che la delinea, un’illuminazione che parte dal basso e la creazione di zone verdi. Progetto questo, bocciato dalla Sopraintendenza che si è espressa attraverso le parole del suo direttore: “La pedonalizzazione pressoché totale del lungomare è in contraddizione con l’identità di un pezzo di città”. Angelini, contrario all’idea del Sindaco e della sua Giunta, ha proposto il modello della rambla spagnola, che ha una zona pedonale centrale, costeggiata ai lati da due corsie per il transito delle auto.
«Pronti alla disobbedienza civile, non possiamo buttare soldi pubblici che ci sono stati dati, pari a diciotto milioni di euro, continueremo nei prossimi mesi a lavorare come stiamo facendo, portando avanti il progetto, noi abbiamo i fondi per riqualificare il lungomare e farlo diventare bellissimo», è stata questa la risposta di De Magistris, che non ha nessuna intenzione di mollare la presa. Sicuramente è da notare, che molte città di mare, italiane e non, hanno fatto del proprio lungomare una zona d’attrazione, libera dai veicoli, ricca di attività e quindi uno spazio di richiamo per cittadini e turisti. E’pur vero però, che, in una città come Napoli, prima di approvare la pedonalizzazione totale della zona, si dovrebbe organizzare al meglio il traffico delle altre strade, per evitare che si crei il caos nel resto città. Per conoscere il destino del lungomare partenopeo, bisognerà attendere i successivi sviluppi di questa “battaglia”.

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