Napoli. Presentazione del libro “Fiumi d’oro” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

La prima e più grande responsabilità della forza delle mafie è della classe dirigente. Per fare affari in ambiti diversi dal mattone, dai terreni agricoli e dal commercio, questa organizzazione mafiosa ha bisogno di esperti, di professionisti di cui non può fare a meno. Una delle città dove è più facile riciclare denaro è Londra. Lì esiste una sorta di zona franca nel mondo dell’economia e delle banche dove si può riciclare senza alcun controllo e nelle università londinesi si insegna agli studenti che non deve interessare da dove arrivano i soldi ma che devono essere investiti bene. Agli operatori londinesi non interessa la provenienza illecita dei capitali.” Sono queste le parole del procuratore generale di Catanzaro Nicola Gratteri in occasione della presentazione del suo libro “Fiumi d’oro” scritto insieme ad Antonio Nicaso. Il libro è stato presentato lo scorso 22 novembre a Napoli, nella sala dei Baroni del Maschio Angioino.

Fiumi d’oro pone l’attenzione sul rapporto ‘ndrangheta e potere economico. Il tema del riciclaggio del denaro è ricorrente all’interno delle mafie, la ‘ndrangheta in particolare si serve di professionisti del settore per le operazioni finanziarie in modo tale da sfuggire ai controlli e alla segnalazioni. Il libro vuole raccontare questi processi che partono da Reggio Calabria e si espandono sugli altri circuiti europei.

L’evento è stato moderato dal garante dei detenuti Samuele Ciambriello e oltre ai due autori hanno partecipato Catello Maresca, magistrato della DDA, Elena Coccia, Presidente della Commissione Consiliare Cultura del Comune di Napoli e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Presenti, inoltre, Simona Napoli e Maria Donata Chiarappa, fondatrici del “Sognatore del deserto”, un’associazione che ha come principale finalità la tutela e la difesa dei diritti umani.

Catanzaro è capoluogo di regione in Calabria – interviene il primo cittadino Luigi de Magistris – in quella città passano le inchieste più importanti sui rapporti tra ndrangheta e politica, tra ndrangheta e istituzioni e sui finanziamenti europei. La ‘ndrangheta è una delle organizzazione mafiose più potenti dalla strategia politica più raffinata, ha una capacità di penetrare nella politica e nelle istituzioni in maniera incredibile. La Calabria ha tanto bisogno di magistrati forti e coraggiosi e avrebbe bisogno di una politica maggiormente incisiva che fa più fatica chiaramente ad emergere.”

Il magistrato Maresca, invece, ha incentrato il suo intervento sulla camorra napoletana e di come essa sia ancora presente sul territorio: “Alcuni dicono che i Casalesi sono stati sconfitti. Io non sono d’accordo e credo che far passare il messaggio che la lotta è finita è un modo comodo per risolvere la questione, è il modo peggiore per affrontarla e significa lasciare di nuovo spazio affinché si riorganizzino. La mafia vera non spara, naviga sotto traccia, non causa episodi eclatanti che costringono lo Stato a intervenire con le migliori forze. Se fosse solo un problema di uomini e di mezzi avremmo vinto la lotta anni fa perché noi siamo più numerosi. Il problema non è militare ma è culturale – conclude Maresca.”

 

Maria Baldares 

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