Napoli, ragazza disabile senza sostegno. I genitori:” la scuola vuole scaricarsi dalle responsabilità e assolversi da un dovere che spetta loro per legge!”

Napoli, al liceo artistico Don Milani, San Giovanni a Teduccio, è scoppiata una grande questione da parte di due genitori, che più volte hanno reclamato presso la segreteria e presso gli uffici di presidenza  il diritto della loro figlioletta di 15 anni, disabile , di ricevere l’aiuto che le spetta per poter spostarsi nell’istituto con facilità .

Flavia ha 15 anni e frequenta la seconda classe del liceo artistico «Don Milani» a San Giovanni a Teduccio. È una ragazzina allegra e vivace, quando però deve andare al bagno inizia a diventare nervosa. Ha la sindrome di down e ogni volta che deve svolgere le sue funzioni fisiologiche ha bisogno di un accompagnamento, perché può sporcarsi senza accorgersene. Il problema è che non ha nessuno che l’aiuta.

L’inizio dell’anno scolastico per Flavia, e per un’altra compagna anch’essa disabile, assegnate alla succursale del «Don Milani», è iniziato malissimo. Erano presenti infatti solo 5 bidelli uomini. La legge  è molto chiara su questioni del genere, infatti , il dirigente scolastico deve assegnare un operatore socio-assistenziale o un bidello specializzato dello stesso sesso dell’alunno con disabilità.Ma nell’istituto sono state completamente ignorate sia le regolestabilite dalla legge e sia le continue richieste e lamentele da parte dei genitori, che stanchi erano sul punto di denunciare il fatto alle autorità competenti, ed è stato proprio per paura di una denuncia che  la scuola si è degnata di far arrivare una bidella affinché ovviasse al disagio delle ragazze. Ma non è stato così, la bidella si è rifiutata di svolgere le varie  operazioni e vuole solo accompagnare la ragazza all’ingresso del bagno. Quindi  è chiaro che non abbia le competenze necessarie, e la colpa continua a ricadere sulla scuola che sapeva  molto bene la necessità di assumere   una bidella specializzata.

I genitori sono ormai stanchi di far vivere una situazione così squallida alla propria figlia e hanno raccontato dell’atteggiamento disinteressato del preside : “La preside, invece di fissarci un appuntamento, mi ha fatto avere un documento da firmare: dovrei affidare mia figlia alla bidella, autorizzandola ad accompagnarla fino alla porta del bagno. Ovviamente non ho firmato e trovo questo documento una vergogna: la scuola vuole scaricarsi dalle responsabilità e assolversi da un dovere che spetta loro per legge”

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