PENSIONI: IL GOVERNO OPERA UNA TREGUA CON I SINDACATI ED APRE ALLA POSSIBILITA’ DI CORREGGERE IL MECCANISMO DI CALCOLO CHE PORTA AD ADEGUARE L’ETA’ DI USCITA ALL’ASPETTATIVA DI VITA

Il governo apre alla possibilità di correggere il meccanismo di calcolo delle pensioni che porta ad adeguare l’età di uscita all’aspettativa di vita e di escludere dallo scatto a quota 67 anni nel 2019 alcune categorie di lavoratori, quei lavoratori che svolgono  delle mansioni più gravose e rischiose. Il tutto sarà discusso al tavolo con le parti sociali, che partirà già lunedì prossimo e “verificato” in un vertice fissato per il 13 novembre. Il principio dell’automatismo però non si tocca. Cgil Cisl e Uil dicono sì al confronto ma esigendo risposte concrete, forti dell’appoggio del Parlamento. Già al Senato sono stati presentati emendamenti al decreto fiscale da molti partiti, compreso il Pd, per rinviare la decisione sullo scatto. Il presidente del Consiglio ora si fa carico direttamente della questione, si ragiona in ambienti della maggioranza, avviando una delicata mediazione con i sindacati. Non recede dall’obiettivo primario, volendo evitare il rinvio dell’innalzamento dell’età pensionabile, ma apre al confronto per cercare una “sintesi mediana” che non arrechi danno ai conti del Paese.La tenuta dei conti e del sistema previdenziale è stata rimarcata anche da Padoan, che al termine della riunione ha spiegato la posizione del governo: “Abbiamo concordato che al tavolo tecnico si consideri la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che attualmente determinano la cadenza di adeguamento dell’età pensionabile“, sotto “il vincolo che eventuali modifiche non intacchino la sostenibilità del sistema previdenziale, che è un pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria del Paese”. Al tavolo ci saranno, per il ministro:  “la possibilità di estendere le categorie assoggettate ai lavori gravosi per vedere di staccarle dal meccanismo di aumento automatico, che come principio resta confermato” .Nell’elenco potrebbero rientrare le undici categorie di lavori gravosi già individuati all’interno dell’Ape social quali  maestre agli infermieri, dai muratori ai macchinisti, tutte o in parte, con eventuali new entry quali gli  operai agricoli e marittimi.

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