Pompei non crolla…

Migliaia di turisti in fila, ieri, in attesa di visitare gli scavi archeologici più famosi al mondo. Accanto a loro, un’insolita catena di persone sta, pian piano, prendendo forma, espandendosi lungo le mura del sito “patrimonio dell’umanità”.

Erano i ragazzi del comitato studentesco #PompeiMia, unitamente all’associazione “Sii turista della tua città”.

“Stringiamoci per Pompei” è il loro motto. Si erano dati appuntamento ieri, 4 Maggio, alle 10.30, presso Piazza Anfiteatro, nel pieno centro della cittadina del vesuviano.

Puntano il dito verso le istituzioni, chiedono interventi seri e concreti contro lo stato di abbandono e degrado in cui versa il sito, una condizione d’incuria che richiederebbe costante attenzione da parte degli organi preposti.

«Siamo quasi tutti studenti, ci tengo a sottolinearlo. La manifestazione è, pertanto, apolitica e apartitica».  A parlare è stata la promotrice dell’evento, Laura Noviello, studentessa e portavoce del comitato. «Vogliamo rivendicare il nostro passato e la nostra identità distrutta e svilita, giorno dopo giorno, da chi gestisce il sito. È emozionante vedere tante persone che sono qui e hanno voglia di proteggere e abbracciare Pompei. Da domani, sono sicura, vedranno la storia con occhi diversi».

Circa 500 le persone intervenute, oltre mezzo chilometro la lunghezza della catena formata dalle loro strette di mano e dalla loro passione. Tanti i turisti, delle più disparate nazionalità che hanno aderito spontaneamente alla protesta assolutamente pacifica. Persino alcune guide turistiche della regione Campania partecipano entusiaste alla formazione del lungo cordone umano.

«Pompei è nostra. Il nostro passato e il nostro futuro». Ha esordito Laura Liberti, Associazione Terra e Dignità. «Abbiamo deciso di fare questa manifestazione dopo l’ennesimo crollo e successivamente ai furti di affreschi e opere d’arte. È partito tutto in maniera assolutamente spontanea. Con questo evento intendiamo rivolgerci soprattutto ai cittadini. Tocca a noi proteggere gli scavi e, con loro, l’intero patrimonio culturale della città. Sembra quasi ci sia un disegno dall’alto che vuole Pompei in questo stato di degrado ed abbandono. Gli appalti sono gestiti male, la burocrazia è lentissima».

In un momento di profonda crisi sociale e culturale, l’entusiasmo di queste centinaia di giovani è l’energia più grande a cui il nostro territorio deve attingere. Nessuno smartphone, nessun “selfie” da postare su facebook: le loro mani sono già impegnate, strette in difesa della propria storia.

Ciò che Laura e gli altri studenti sostengono è ormai sotto gli occhi di tutti. È questa la parte giovane e sana da cui anche il nostro sistema politico dovrebbe ripartire. «Chi conosce ama e chi ama difende».

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