PRESENTAZIONE DEL PREMIO LETTERARIO “UNA CITTA CHE SCRIVE” – LA CULTURA COME MOTORE DELLA SOCIETA’ MODERNA

Questa mattina alle 12.30 presso la sala schermo della sede della Regione Campania sita al Centro Direzionale di Napoli, sono state illustrate le prossime tappe del premio letterario “Una città che scrive”, patrocinato dal Comune di Casalnuovo di Napoli e dalla Regione Campania. Sono intervenuti Giovanni Nappi, fondatore del premio e attualmente presidente del Consiglio Comunale di Casalnuovo di Napoli; Bruna Fiola, consigliere regionale; Nicola Marrazzo, consigliere regionale e presidente della commissione turismo; Raffaela Danzica, poetessa e redattrice del premio e infine Marco Zurolo, saxofonista che ha curato la parte artistica del premio. La presentazione è stata moderata da Samuele Ciambriello.

“I sacramenti non sono 7, l’ottavo è la cultura” – con questa citazione di Don Lorenzo Milani, Ciambriello ha aperto la presentazione del premio – “Bisognerebbe far comprendere agli adolescenti e alla politica che un investimento in cultura è un investimento in prevenzione. Un investimento sul benessere, sulla ricerca, sulla felicità”

La parola è poi passata a Nappi che ha definito il premio un “investimento per la scrittura, finanziato interamente dal Comune di Casalnuovo. Bisogna utilizzare i fondi per fare cose utili alla città. Per me la cultura è un vero e proprio comandamento. Abbiamo fatto tappa ai paesini di Visso e Maglie, considerando la cultura un modo per riscattarsi. 1700 partecipanti alla prima edizione del premio non è una cosa da poco, inizialmente però non siamo partiti col premio letterario. La prima edizione del progetto prevedeva solo l’antologia.

Zurolo ha poi continuato: “Oggi è veramente complicato fare cultura nel nostro paese e noi abbiamo una grande forza in Campania, forza che proviene dalla nostra tradizione. La gente del nord quando va all’estero si vanta di sapere le canzoni napoletane, c’è sempre una guerra ma la nostra tradizione fa da regina all’estero. Ci sono molti politici che hanno detto che con la cultura non si mangia, la trovo una cosa scorretta di persone senza sensibilità. Il nostro paese deve vivere di cultura. Con la cultura si vince. I popoli li riconosci dal suono, la musica può vincere su tutto.”

Sulla scia del famoso saxofonista, Danzica ha aggiunto: “Secondo me le parole sono anche note, un antico detto latino diceva Verba volant scripta manent. La parola scritta è quella che dà forma e sostanza alla vita di ognuno, alla vita di una collettività. Questo progetto mi è piaciuto davvero molto. La cosa che mi ha sorpresa da sociologa è che molti giovani scrivono. Questo è un segno, siamo nell’epoca dell’immagine superficiale, disattenta, distratta; ebbene no. Attraverso la scrittura si dà un’impronta alla propria vita e presenza nel sociale“.

Vale quindi la pena investire in cultura?

L’onorevole Marrazzo si è espresso prontamente a riguardo : “Con la cultura non si mangia è una frase sentita in passato. Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti, quell’affermazione ha fatto prendere coscienza che si trattava di una megacavolata. Quella frase ha messo il dito nella piaga dimostrando che in Italia si investe poco. L’ex Presidente del Consiglio in uno dei suoi interventi ebbe a dire: un euro in sicurezza, un euro in cultura. Da allora è diventato un must. Basta vedere quello che sta succedendo in Campania e in Italia. Questo premio che è stato messo in campo, allevia l’anima delle persone. Napoli è stata precorritrice della New Orleans americana. I napoletani si distinguono in tutto. Siamo un unicum nell’ambito di un unicum italiano. Un popolo che non ha storia non può essere paragonato ad uno che ne ha.

“Ai giovani bisogna dare fiducia e strumenti, non hanno punti di riferimento ma soprattutto non sanno come impegnare il proprio tempo.” – queste invece le parole di Fiola. “Tutto questo genera fenomeni come il bullismo, i ragazzi si perdono. Questo progetto dà una speranza a questi giovani che si vedono pubblicare il libro. Le condizioni non sono quelle migliori, ma investire nella cultura è fondamentale. Molto spesso i giovani di oggi sono demoralizzati, oggi anche imparare i mestieri tradizionali è diventata una cosa importante. Bisogna insegnare ai giovani a credere nelle proprie idee.

La premiazione avverrà sabato 27 maggio al Centro Polifunzionale “P.P. Pasolini”, ore 19.00.

E’ proprio vero, la disuguaglianza non è quella tra poveri e ricchi, ma quella che c’è tra chi conosce 1000 parole e chi ne conosce 100.

 

 

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