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Quagliariello: “Regionali? Non abbiamo paura a rimanere da soli”

“Il neocomunitarismo può essere la via per un neopopolarismo capace di realizzare uno Stato veramente sussidiario. Oggi è in corso la riscoperta della comunità politica grazie al ritrovato interesse per il recupero storico della cultura cristiano-democratica”. Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, ieri pomeriggio è stato a Nusco, ospite di Ciriaco De Mita per il nono appuntamento della Scuola di Alti Studi Politici del Suor Orsola Benincasa, il cui tema è proprio la riscoperta della comunità.

Se il pensiero socialista si basava sulla nozione di classe e quello liberale – nella sua versione continentale – sui diritti, è la tradizione cristiano-democratica a vedere nella comunità “il nutrimento della nozione di democrazia”, ha spiegato il senatore centrista che ha anche sottolineato l’importanza, in relazione al tema della riflessione, della figura di don Sturzo, perché aveva posto alla base della sua azione proprio la comunità territoriale e sociale, compiendo uno dei primi tentativi di integrazione tra sussidiarietà verticale e orizzontale, mai pienamente realizzata.

“La comunità non è stata concepita come un corpo intermedio, anche quando con la fine della stagione autoritaria si affermò – ha continuato l’ex ministro – l’idea di uno Stato pluralista, ma continuò a latitare l’attenzione per le comunità. Oggi assistiamo a un radicale cambiamento di agenda politica che coincide con nuova occasione storica per una riflessione sulla società e sul suo organizzarsi in politica – ha precisato – ma corriamo due rischi: il primo è una riscrittura in chiave moderna del nuovo patto tra Stato e cittadino che salta le comunità intermedie, il secondo è il tentativo di colmare il deficit di aggregazione e partecipazione, che si registra rispetto alla politica, all’interno del solo spazio virtuale”. A margine il coordinatore di Ncd si è anche soffermato sulle prossime Regionali.

Onorevole Quagliariello, è possibile anche in Campania che i centristi seguano la strada dell’autonomia alle prossime Regionali?

“Noi non ci possiamo aggiungere. O una delle ipotesi che è in campo diventa una sperimentazione di autonomia, quindi si stacca dalla concezione della coalizione che ha appena governato, oppure bisogna creare qualcosa di nuovo. Mi auguro che il presidente Caldoro abbia la capacità di proporsi come una cosa nuova e non soltanto come la continuità di un’esperienza governativa certamente buona, ma la continuità da sola non basta”.

 

La Lega ha avvertito Forza Italia: se in Campania si accorderà con Ncd, loro non ci saranno.

“Sono problemi della Lega e di Forza Italia. Noi non abbiamo paura di rimanere da soli, rispetto a Salvini siamo una cosa diversa. Si vince solo se si ha il coraggio di capire che il centrodestra come è esistito finora è finito, non può essere più soltanto una somma algebrica di sigle perché il mondo è cambiato.

Intanto, l’Udc ancora non si è schierato. La sua presenza qui oggi è un tentativo di ritrovarsi sulle stesse posizioni?

“L’Udc non esiste più, così come non esiste più l’Ncd. Adesso esiste Area Popolare e speriamo che altri entrino a farne parte. Non si può pensare di ridurre la cultura politica del Paese allo scontro bipartitico tra il PD di Renzi e la Lega di Salvini”.

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