QUALE SINISTRA CON BERTINOTTI E’ MIGLIORE?

Pubblichiamo la lettera che Emiddio Gallo ha inviato a Piero Sansonetti, Direttore de Il Garantista.

Caro Piero,

prendendo spunto dalla riflessione di Bertinotti che hai divulgato qualche giorno fa: “Cara sinistra, ritorna a Marx!”.

Ebbene come tu sai, io da Consigliere regionale in Campania di Rifondazione Comunista dal 95 al 2000, tu da futuro direttore di “Liberazione” e Bertinotti da segretario abbiamo vissuto un’esperienza politica allucinante in quel periodo; alla fine della quale nel 98 fui costretto a lasciare Rifondazione e rimanere senza il partito che avevo contribuito a fondare quando Bertinotti navigava su acque sicure nel sindacato.

Direttore ho concluso quell’esperienza con la certezza assoluta che Bertinotti più che segretario di Rifondazione Comunista fosse una prima donna dell’avanspettacolo nella versione classica “Wanda Osiris” o in quella più attuale di “Valeria Marini” e naturalmente ti spiego perché!

Bertinotti sta a Marx come Ser Cepparello di Boccaccio sta alla legalità: tu mi permetterai di celebrare per un secondo il mio maestro di cui sono stato collaboratore E. Sanguineti che il Nostro riuscì a costringere(quasi una vittima) a farsi candidare  Sindaco di Genova; riporto non per te ma per Bertinotti e per i tuoi lettori ,che a me risultano progressivamente crescere, come descrisse Boccaccio Ser Cepparello, che Sanguineti interpretava come un passaggio esemplare della scrittura realistica greco-romana in contrapposizione a quella giudaico-biblica della cultura cristiana risultando anche il primo caso in cui nel medio-evo si utilizzava la “Religio” per perpetrare una “beffa”:

“Era questo Ciappelletto di questa vita: egli,  essendo notaio, aveva grandissima vergogna quando uno dei suoi strumenti (come che pochi ne facesse) fosse altro che falso trovato: dei quali tanti avrebbe fatti di quanti fosse stato richiesto, e quelli più volentieri in dono che alcun altro grandemente salariato. Testimonianze false con sommo diletto diceva, richiesto o non richiesto; e dandosi a que’ tempi in Francia a’ saramenti grandissima fede, non curandosi fargli falsi, tante questioni malvagiamente vincea a quante a giurare di dire il vero sopra la sua fede era chiamato. Aveva oltre modo piacere, e forte vi studiava, in commettere tra amici e parenti e qualunque altra persona mali e inimicizie e scandali, de’ quali quanto maggiori mali vedeva seguire tanto più d’allegrezza prendea. Invitato ad un omicidio o a qualunque altra rea cosa, senza negarlo mai, volenterosamente v’andava…Bestemmiatore di Dio e de ’santi era grandissimo… Delle femine era così vago come sono i cani de’ bastoni…Perché mi distendo io in tante parole? Egli era il piggiore uomo forse che mai nascesse”.

Bertinotti, caro Piero, è stato un imbonitore teso ad esaltare solamente il suo inesauribile “Ego”.

I suoi refrain soliti per esaltare la curva sud erano:” Compagni, ricordatevi che, comunque, la classe operaia ha sempre ragione!”; “Un passo indietro e due avanti”; “Il governo (Prodi) deve cadere e non si va alle elezioni!”

Marx, Lenin e Gramsci dalle rispettive tombe versavano sangue e lacrime vedendo distruggere la giusta strategia per il  reale progresso del Proletariato. Marx: non condivido l’accelerazione sull’ effettuazione della rivolta della Comune di Parigi; Lenin: un passo avanti e due indietro; Gramsci: all’ottimismo della volontà, dobbiamo coniugare il pessimismo della ragione.

Caro Piero, a me marxista e comunista veniva il voltastomaco e presagivo che si potessero confondere, ad esempio, le pressioni della Confederazione Italiana Agricoltori(CIA) per lo sviluppo delle attività rurali con quelle di sigle similari interessate più ad allontanare i comunisti dal governo, a far tornare Berlusconi al potere e ad eliminare l’articolo 18 dallo Statuto dei Lavoratori; ho commesso anch’io un errore! Non è stato Bertinotti, bensì ci ha pensato lo scudiero “Migliore”(quando l’allievo supera il maestro) con Renzi in quanto Berlusconi non era riuscito a completare l’opera!

Caro Piero, te l’avevo anticipato che era dura; ma la verità è come una legge del diritto romano: Lex, dura lex sed lex.

Ti ringrazio, ovviamente , per l’ospitalità.

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