Quando lo sport fa rivivere un territorio

Gli eventi sportivi, di qualsiasi entità essi siano, sono un modo per far scoprire e conoscere nuovi territori, ma anche una maniera d’incrementare il turismo. Basti pensare ai prossimi Mondiali di calcio che si disputeranno a giugno e alla quantità di persone che accorrerà per parteciparvi. Le gare sportive, però, possono essere anche uno strumento per rivalutare un territorio spesso ignorato o conosciuto solo mediaticamente a causa di spiacevoli eventi accaduti. E’ questo il caso dello Scott Triathlon Trophy, l’evento sportivo del Sud Italia, che si disputa ormai da cinque anni nel territorio campano. E’una competizione multidisciplinare, che comprende diverse gare di Triathlon, che ricordiamo, è articolato su tre prove, nuoto ciclismo e corsa e, altre gare di Duathlon, composto solo da competizioni di ciclismo e corsa.

“L’idea di questo trofeo, che dura ormai da cinque anni, nasce dalla mia passione e quella degli altri organizzatori, per lo sport, io mi sono sempre occupato di eventi sportivi”, ha raccontato Neil Macleod, il giovane avvocato, che è uno degli organizzatori della competizione. Lo Scott Triathlon Trophy è composto da quattro tappe, di cuoi la prima si disputerà il prossimo 6 aprile a Castel Volturno.
“Questo è il terzo anno che scegliamo come location Castel Volturno, è una scelta dettata dalla voglia di far scoprire un territorio che è sempre stato conosciuto male e ricordato dall’opinione pubblica solo per gli episodi di criminalità, come la strage dei nigeriani, o conosciuto come territorio di Schiavone. Dopo le varie analisi sul territorio si è scoperto che è un luogo puro, far partire la prima tappa della competizione qui è una presa di possesso di quello che è nostro”, ha spiegato Macleod.  Questa prima competizione si svolgerà nell’Eco parco del mediterraneo, un luogo incantato vicino all’Oasi dei Variconi e alla foce del fiume Volturno.

La seconda tappa ci sarà il 4 maggio e si svolgerà a Baia Domizia, l’organizzatore ha così commentato la scelta di questo luogo: “Baia è una location nuova nel circuito, l’idea, infatti, è quella di trovare siti turistici e sfruttarli in stagioni in cui il turismo non è alto, per creare anche movimento e occasioni di lavoro”. Per le ultime due tappe, invece, il 2 giugno a Forio d’Ischia e 12 luglio a Posillipo, sono stati scelti due luoghi già noti per la loro spettacolarità paesaggistica e territoriale: “Organizzare una competizione a Ischia è sempre stato un mio sogno, è una location fantastica e finalmente sono riuscito a realizzare questo desiderio; abbiamo deciso di creare una tappa anche a Posillipo perché noi siamo del Circolo Nautico Posillipo e quindi abbiamo scelto di far confluire una gara in un territorio che ci appartiene”, ha spiegato Neil Macleod.

L’ideatore ha spiegato che lo scorso anno hanno partecipato allo Scott Triathlon Trophy anche atleti disabili: “Quest’anno molti nostri atleti disabili sono impegnati in altre competizioni, forse riuscirà a partecipare il campione Gianni Sasso alla gara d’Ischia, ci auguriamo che riesca a raggiungerci”. Un’ottima occasione, quindi, per sensibilizzare il pubblico sul tema della disabilità e far comprendere come con volontà e allenamento si possano riuscire a compiere splendide imprese, lo sa bene Neil Macleod, che è oltre allo Scott Tritathlon Trophy, organizza diverse competizioni per atleti disabili.

Lo Scott Triathlon Trophy, quindi, sembra essere qualcosa di più di una semplice competizione sportiva, è un evento che vuole creare movimento, movimento attorno ad alcuni territori, che seppur all’apparenza abbandonati hanno molto da offrire e vuole creare anche partecipazione allo spettacolo e alle emozioni che una competizione sportiva può regalare al suo pubblico.

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