Quando si dice “Super mamma”. Shelley-Ann Fraser-Pryce, mamma record dei 100 metri

Quella di Shelly-Ann Fraser-Pryce è una carriera ricca di successi da raccontare,  si è laureata due volte campionessa olimpica (Pechino 2008 e Londra 2012) e quattro volte campionessa mondiale (Berlino 2009, Mosca 2013, Pechino 2015 e Doha 2019) dei 100 metri piani, nonché campionessa mondiale dei 200 metri piani a Mosca 2013. È stata la prima donna a detenere contemporaneamente il titolo olimpico e mondiale dei 100 m, nonché la prima atleta giamaicana a vincere una medaglia d’oro sui 100 metri piani nella storia dei Giochi olimpici.  A 33 anni non ancora compiuti, comparsa a Pechino nel 2008 come una stella accecante già a 21 anni, ha dimostrato che a questo mondo, 11 anni dopo, non c’è ancora nulla che possa fermarla e nemmeno starle dietro al punto da preoccuparla. Ottavo oro mondiale con un’autorevolezza che ricorda Bolt. E in fondo sono due facce della stessa meraviglia. Il manuale della velocità applicato alla perfezione in ogni fase dei suoi 100. E non solo. Ha corso in 10”80 e 10”81 anche batteria e semifinale. Spaventosa, semplicemente spaventosa.

Questa vittoria, però, ha un sapore diverso. Pryce è la mamma regina dei 100 metri. La giamaicana vinto ai mondiali di Doha la sua quarta medaglia d’oro sulla distanza, ma la prima dopo la nascita del figlio Zyon di due anni che ha festeggiato con lei in pista. Con i capelli color arcobaleno ha fatto segnare 10,71 sui cento metri davanti alla britannica Dina Asher-Smith e Marie-Joseph Ta Lou della Costa d’Avorio. 

«Zyon e mio marito», ha detto la 32enne, «la mia famiglia sono stati la mia forza. Quando tutti dubitavano, loro non lo hanno mai fatto. Per me, avere mio figlio qui e tornare a vincere in questo modo è la speranza di poter ispirare tutto le donne che stanno pensando di farsi una famiglia e si chiedono se potranno mai tornare al loro sport e al loro lavoro. Potete fare tutto».

Nella stessa giornata un’altra mamma atleta ha vinto un oro, Allyson Felix, con la staffetta 4×400 mista statunitense. Due in un giorno, fino a qualche anno bastavano le dita di una mano per contarle, poi ne sono servite due e adesso si arriva anche a quattro. Le atlete che tornano a fare sport dopo essere diventate mamme sono sempre di più. In Italia ci sono i nomi storici di Josefa Idem, più vincente da mamma che prima, e Valentina Vezzali. Non sono più sole. Se Serena Williams si è fatta paladina delle mamme che tornano al lavoro, il suo si sa è il tennis, decine di altre hanno rivendicato il diritto di essere mamma e atleta insieme.

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