Quattro dipinti inediti di Fedele Fischetti

Il 6 luglio saranno messi in vendita quattro dipinti del famoso pittore napoletano del ‘700 Fedele Fischetti presso la casa d’aste di Barcellona La Suite Subasta. Una vera occasione perché la quotazione è poco meno di un regalo.

Si tratta di quattro dipinti, inediti, (58 x 127) che, raffigurano Ercole e Onfale, Giove, Giunone e Io, Bacco e Arianna, Atalanta e Ippomene(fig. 1).Essi dovevano far parte in origine dell’arredo, con funzione di ‘soprapporte’ o ‘sovraspecchiere’, di un salone o ‘galleria’ di un palazzo aristocratico.

L’autore di questi quattro dipinti, con soggetti mitologici che, per tradizione, erano tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, poeta romano attivo tra I° secolo a. Cristo e I° secolo dopo Cristo, al tempo dell’imperatore Cesare Ottaviano Augusto, è Fedele Fischetti, (Napoli 1732 – 1792) che si formò in ambito solimenesco nella bottega del Borrello ed aderì al classicismo romano di indirizzo batoniano. Lavorò tra il 1759 ed il 1766 nelle chiese napoletane eseguendo tele di qualità non eccelsa. Questo interessante esponente del barocco napoletano si fa notare con le sue opere giovanili dal Vanvitellì, di cui rimarrà per tutta la vita un protègè impegnato come decoratore in numerosi palazzì nobiliarì della città e delle principali residenze reali fuori della capitale del Regno. In queste vaste decorazionì a fresco, la tendenza a contemperare ì caratterì della locale tradizione figurativa, legata agli esempi del Solimena, del De Matteis, e del De Mura, con le nuove istanze classiciste e accademizzanti trovò gli esiti più brillanti.Tra le  moltissime commissioni ricevute grazie al Vanvitelli spicca nel 1770  l’incarico della decorazione a fresco di vari ambienti del palazzo napoletano della famiglia dei duchi di Casacalenda, al tempo in ristrutturazione dallo stesso Vanvitelli.Qui il Fischetti raffigurò, su precise indicazioni dello stesso architetto, alcune Storie di Alessandro Magno; gli affreschi staccati nel 1922 e nel 1956 dai saloni originari sono ora esposti nel Museo di Capodimonte. Nel 1771 lo stesso Vanvitelli aveva espresso parere favorevole alla sua ammissione tra i pittori che avrebbero decorato il palazzo reale di Caserta, e qui, tra il 1777-78 e il 1781, il Fischetti fu uno dei maggiori artefici accanto all’anziano Bonito.La ricerca di un linguaggio artistico più aderente alle nuove esigenze neoclassiche, libero dai legami con la tradizione, è presente con la stessa intensità così nella pittura come nella grafica.

Ritornando ai 4 dipinti in esame, bisogna sottolineare che essi presentano le stesse eleganti soluzioni formali e compositive, come le stesse scelte cromatiche, di altri noti dipinti realizzati da Fischetti a partire dal 1770 circa: affreschi e tele in Palazzo Carafa di Maddaloni e in Palazzo Casacalenda a Napoli 1770-1772); nella Villa Campolieto a Ercolano, presso Napoli (1772-1773); nella Reggia di Caserta (1778-1781); nel Palazzo Doria d’Angri, ancora a Napoli (1784); nei Casini Reali di San Leucio e di Carditello, nei pressi di Caserta (1790-1791).

Le tele in esame si collocano soprattutto in vicinanza di altri dipinti di Fischetti con soggetti mitologici: tra questi è significativa la concordanza stilistica con le quattro Allegorie dell’Amore e della Sapienza, della Scienza e della Musica, della Pace e della Prosperità, che furono inviate da Napoli, per volontà di Ferdinando IV di Borbone, nel 1783-1784 per decorare la Camera da Letto nel Palazzo Reale a Madrid del fratello Carlo, quando era ancora Principe delle Asturie, prima di salire sul trono di Spagna come Carlo IV. Le affinità tra le tele in argomento e queste Allegorie per Carlo di Borbone, Principe delle Asturie, sono così accentuate ed evidenti da lasciar ipotizzare che possano essere state anch’esse dipinte per essere destinate alla Corte di Madrid per decorare un ambiente non lontano dalla Camera da Letto del Principe, per poi essere alienate e trasferite, forse anche per donativo reale, alla collezione di appartenenza successiva.

 

 

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