Raccontami così: persone, luoghi e libri nel testo d’esordio di Alessandro Campaiola

“I personaggi prendono forma dalla penna dell’autore”, “storie di vita vissuta”. Queste ed altre sono le tante premesse, o promesse, di chi decide di “far vivere” personaggi o raccontare fatti più o meno reali attraverso le pagine di un romanzo. E ancora, ci sono autori che s’ispirano a libri letti per diletto o per necessità accademiche. Insomma, tra la carta e l’inchiostro di un racconto si antepone spesso un percettibile strato fatto di queste prerogative. Vi è mai capitato di leggere un libro in cui queste proprietà si fondono? Certo, è un modus scribendi molto frequente: spesso sono proprio i personaggi, reali o inventati (ma romanzati), a parlare e talvolta l’ispirazione tratta da un libro è visibile sin dalle prime battute. Alessandro Campaiola, nel suo testo d’esordio “Raccontami così” va oltre: fa parlare persone e  libri con una tecnica narrativa davvero singolare.

Stavolta i personaggi chiamati a raccontare la propria storia sono reali: amici, conoscenti, scrittori sapientemente fotografati attraverso un’immagine che li ritrae con il proprio libro “del cuore”, fotografati attraverso domande, aneddoti, racconti che rispondono ad un unico interrogativo: “Perché proprio quel libro?”. Raccontami così, proprio così, utilizzando le pagine del libro che è parte indelebile della tua vita, lo stesso libro che riempiva lo zaino della scuola o “arredava” il comodino in attesa di essere letto fino all’ultima parola. Alessandro ha incontrato il suo “campione” di amici e conoscenti, nel luogo del cuore con il romanzo del cuore. Una fusione di elementi che meglio di qualsiasi altra cosa possa “raccontare” una persona, scavare nel suo intimo con una discrezione tale da rendere impercettibile l’imbarazzo di “farsi leggere” da una serie di sconosciuti lettori: il luogo e il libro, un connubio capace di fotografare ad alta risoluzione l’anima di una persona.

C’è Sergio che dal Pontile di Bagnoli, con una punta di amarezza osserva il territorio che prima era occupato dall’ex Italsider e racconta al lettore il suo rapporto con il Giovane Holden e di quanto alcuni tratti della sua vita siano simili a quella del protagonista del libro di Salinger. C’è Stefania, che dal suggestivo panorama sorrentino parla di sé sfogliando le pagine del Grande Gatsby: il luogo, la trama e la storia raccontata da e con Stefania si sposano perfettamente con la nobiltà delle note di Caruso, il grande capolavoro che Lucio Dalla ci ha lasciato qui sulla vita terrena. E poi c’è Carlo che, alla ricerca del “suo” mare, approda ad Agropoli tenendo tra le mani Il vecchio e il mare di Hemingway. Sergio, Stefania, Carlo, sono solo una piccola parte dei protagonisti “fotografati” a 360 gradi in questo libro fatto di libri, luoghi, gente. Sì, gente a cui stringere la mano… persone che vanno oltre il personaggio.

La banalità è un concetto ben lontano da questo volumetto che adotta un linguaggio semplice, la cui particolarità è affidata alla struttura del testo. E se come dice Tonino Scala nella sua prefazione I libri sono lo specchio del lato più intimo del proprio “io” e la penna non inganna, possiamo quasi esser certi di trovarci dinanzi ad un autore che ama il viaggio, il mare, la scoperta, le bellezze della nostra regione e il contatto reale e non virtuale con le persone, che per una volta si sono offerte di diventare i suoi “personaggi”.

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