Rt sotto 1 in tutte le Regioni. 130 vittime nelle ultime 24 ore

Sono 130 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. In totale i morti salgono così a 32.616. Giovedì l’aumento era stato di 156 vittime. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Sono 59.322 i malati di coronavirus in Italia, 1.638 meno di giovedì, quando il calo era stato di 1.792. Sono 228.658 i contagiati totali, 652 più di ieri. Di questi, 86.384 sono in Lombardia, che ne fa registrare 293 più di ieri. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l’incremento nazionale era stato di 642.
Sono 595 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 45 meno di ieri. Di questi, 207 sono in Lombardia, 19 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.957, con un calo di 312 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 49.770, con un calo di 1.281 rispetto a ieri. Sono saliti a 136.720 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.160. Giovedì l’aumento era stato di 2.278.

Le decisioni sulle aperture dei confini tra Regioni verranno prese sulla base dei dati epidemiologici di fine mese, che daranno un primo report sulla fase che si è aperta dal 18 maggio. Perciò sono infondate le indiscrezioni sulla possibilità di permettere lo spostamento solo tra Regioni con pari livello di contagio. Lo spiegano fonti del ministero della Salute.
Con 19028 tamponi eseguiti in Lombardia, in un giorno ci sono stati 293 nuovi positivi al Coronavirus. L’assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha detto in diretta Facebook. A questo punto, dunque, il Covid ha contagiato 86.384 persone. Sono in diminuzione il numero dei ricoverati in terapia intensiva di poco superiori ai 200, ovvero 207, 19 in meno, e lo stesso i ricoverati negli altri reparti 4028, 91 meno di ieri. I decessi sono stati 57, con un totale arrivato a 15.784.
“Abbiamo concluso lo screening nelle Rsa, dove sono stati fatti tamponi a tutti gli ospiti”, ha detto l’assessore al welfare della regione Lombardia spiegando che sono stati fatti 57mila tamponi compresi quelli di controllo. Dai risultati è emerso che “ci sono circa un 30% di positivi all’interno delle Rsa e tutti sono stati collocati in aree separate e curati in maniera puntuale”.

L’indice Rt della Lombardia è passato da 0,62 a 0,51 quindi è passato “da moderato a basso”. L’assessore al Welfare della Lombardia lo ha spiegato in diretta Facebook aggiungendo che è un dato più basso di quello di altre regioni come Veneto che è a 0,56, Abruzzo (0,89), Lazio (0,71) o Toscana (0,59). L’istituto superiore “ha sottolineato l’efficacia messa in campo dalla Regione Lombardia”.

In tutte le regioni i casi sono in decremento ma rimangano le differenze tra le regioni che dividono sostanzialmente in tre aree il paese. Anche in Lombardia c’è un decremento giornaliero dei casi”. Lo ha detto il Presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa settimanale all’Iss sull’andamento dell’epidemia di Covid-19.

La curva epidemica è stabile ed in calo. Ora tanto più andremo verso un numero di casi limitato tanto più il sistema sarà sensibile per individuare subito i casi. Sta crescendo la quota degli asintomatici”.

C’è una grande oscillazione dell’indice Rt di contagio sul territorio. Ma Rt non è una pagella ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati, ha spiegato ancora Brusaferro. L’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d’Aosta, dove si registra un valore pari a 1.06. Il dato emerge dal report settimanale del monitoraggio sulla fase 2, illustrato durante la conferenza stampa all’Istituto superiore di sanita. Per la Val d’Aosta si considera l’indice una oscillazione momentanea mentre la Lombardia e’ in decremento.

“L’Italia è a più velocità ma non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapia intensive sia per quanto riguarda i reparti. L’obiettivo è evitare la ripartenza di curve epidemiche sapendo che ci potranno essere degli episodi di ricrescita dei casi nei territori”. 

Oggi il virus ancora circola e non possiamo allentare le misure di protezione individuale, ha detto ancora il presidente dell’Iss. Tuttavia il piccolo picco in Molise e Umbria è rapidamente rientrato, ha concluso.

Il sistema di monitoraggio non è un giudizio o un pagella per le regioni ma è uno strumento. I dati che oggi abbiamo sono dati buoni ma sono dati che ci danno la garanzia della capacità delle regioni di intervenire. In questo momento, ha detto Brusaferro, serve la collaborazione di tutti.

“Non possiamo escludere un incremento nelle prossime settimane – ha detto il presidente Silvio Brusaferro – ma non si tratta di una pagella settimanale delle regioni. Però possiamo incamminarci con fiducia sapendo che ci potranno essere momenti di incremento dei casi ma sapendo anche che abbiamo un sistema capace di intercettarli”.

La questione della “mobilità tra le Regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo”, ha detto il presidente dell’Iss. L’indice di contagi Rt invece “cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio al riguardo per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè come ci si sposta”, ha precisato.

“Mantenere costantemente alta l’attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo”. In tal senso “globalmente mi sembra stia aumentando la resilienza da parte delle Regioni“, ha aggiunto il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza nella conferenza stampa Iss -. Rezza ha evidenziato che dalla fase 1 alla fase 2 importanti sono la responsabilità dei singoli e la responsabilità pubblica in grado di rilevare piccoli segnali d’allarme.

“I dati del monitoraggio sono al momento incoraggianti. Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti finora”, ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza.

“Non sono un tecnico ma ho capito che questo meccanismo proprio non funziona – ha affermato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, intervistata su Radio 24 in merito alla polemica legata all’indice Rt -. E’ una cosa veramente aberrante perché non ha riguardo dei numeri reali i quali invece ci dicono che noi in questo momento siamo la migliore regione italiana. Queste notizie stanno assolutamente creando danni ad una regione che invece è già ripartita e in sicurezza”. E’ sceso a 0,53 per l’Umbria l’indice Rt relativo l’epidemia di Covid 19 secondo i dati resi noti dall’Istituto superiore della sanità. Un valore che colloca la regione tra quelle considerate a “basso rischio” per la diffusione del virus e quindi sicure. Il dato – secondo quanto appurato dall’ANSA – è contenuto nel rapporto settimanale dedicato dall’Iss all’andamento della pandemia. Nel corso della conferenza stampa per illustrare i dati, il presidente dell’Istituto Silvio Brusaferro ha evidenziato come è rapidamente rientrato il piccolo piccolo registrato registrato in Umbria nelle scorse settimane.

In conferenza stampa intervenuto anche il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Nicola Magrini, che, in merito all’idrossiclorochina, ha detto: “Sull’efficacia sappiamo poco, sui possibili danni e assenza di sicurezza in alcuni limitati sottogruppi di pazienti ne siamo abbastanza sicuri”. 

“Ci sono più vaccini promettenti, 5-6 in fase avanzata, e anche l’Italia partecipa in diversi modi. A mio avviso il tempo ragionevole per pensare a un vaccino è primavera, estate prossima, non penso per settembre ci possa essere alcun vaccino disponibile – ha spiegato il dg dell’Aifa -, pur contando risultati molto buoni, come sembrano gli studi di fase 1. Speriamo l’anno prossimo e speriamo sia più d’uno e che le capacità di produzioni siano adeguate”.

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