«Salute e sanità come beni comuni»

«In questi 4 anni il Consiglio Regionale è stato completamente espropriato della sua legittima azione di verifica, controllo e confronto sull’intero sistema regionale Pubblico dei servizi socio sanitari. Tutto ciò e oramai davvero intollerabile», ha esclamato Anna Petrone. La consigliere Dem ha attaccato la gestione Caldoro della macchina sanitaria: «l’idea di partecipazione e di democrazia del Presidente Caldoro è meramente figurativa e i disagi reali delle nostre comunità appartengono ad un’altra dimensione, salvo che non si tratti di condoni o incandidabilità».

Già ieri era intervenuta sulla questione “ASL Salerno” chiedendo una richiesta di incontro al Direttore Generale dell’azienda sanitaria, Antonio Squillante. «Chiediamo – ha affermato la Petrone, supportata dai colleghi Valiante, Pica e Coscioni – un confronto di merito sulle ipotesi di riorganizzazione del Servizio Sanitario della provincia di Salerno che dovrebbe attuarsi prossimamente». In particolare, hanno continuato i consiglieri «vogliamo essere messi a conoscenza e nel dettaglio, di quali sono i presupposti reali sulla la predetta ipotesi di nuova programmazione sanitaria, nonché quali sinergie si prevedono di concretizzare a breve con l’Azienda Ospedaliera Universitaria per una migliore efficienza ed efficacia dei servizi socio sanitari nel loro complesso».

La questione Sanità è importante, in una regione che, forse, come si interroga la Petrone, «si limita a tracciare semplicemente una riga sotto il totale dei costi e delle risorse relegando l’elemento fondante del diritto alla salute, costituzionalmente salvaguardato, ovvero il paziente, in ruolo assolutamente marginale. Non se ne può più di subire una gestione della Sanità PUBBLICA come se fosse una azienda privata di inizio 900, epoca in cui anche i diritti sindacali erano molto flebili e di una gestione dove i manager svolgono quasi esclusivamente il ruolo di ragionieri o commercialisti».

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