SANDERS E L’APPOGGIO ALLA CLINTON: UN PARTITO DEMOCRATICO FORTE PUO’ BATTERE LA MINACCIA TRUMP

Bernie Sanders ha inevitabilmente spostato a sinistra l’asse del Partito Democratico. Ha cambiato il suo volto, lo ha costretto a riconfrontarsi con quel ceto medio-basso con cui sembrava difficile dialogare. Ma la battaglia non ha riguardato solo le viscere del Partito Democratico Americano, ma la stessa politica nazionale degli States; rimettere al centro del discorso: diritti, welfare, solidarietà e inclusione sociale, proprio mentre Tramp dall’altra parte fa l’esatto contrario, è stata una scelta coraggiosa.

Durante la convention democratica Sander ha dichiarato, parlando della Clinton: ’’Conosco Hillary da 25 anni. La ricordo come una grande First Lady che ha guidato la battaglia per la sanità pubblica e universale. Hillary Clinton sarà una straordinaria presidente e io sono orgoglioso di essere qui per lei stasera”.

Sanders compie il passo e decide cosi di appoggiare la Clinton, un clima non certo facile: dure le contestazioni contro il Senatore del Vermont, da parte di tutti quelli che non auspicavano un sostegno dopo una battaglia tanto combattuta durante le primarie; ma anche qui Bernie ha dato prova di personalità: le primarie servono ad unire non a dividere, a confrontarsi, a tracciare non una ma tante strade. Trump è forte, ed è una minaccia: non è con un partito spaccato che si batte uno come lui.

Hilary Clinton ha vinto le primarie americane, ma nessuno si aspettava certo i numeri e l’euforia popolare scatenata da Sanders. La Clinton sarà la prima donna candidata alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, e questo, è già di per sé una rivoluzione: una donna potrebbe ricoprire l’incarico più importante del pianeta, un messaggio importante per una società che, dal  questo punto di vista, sembra retrocedere, sulla condizione femminile, a poco a poco.

Adesso alla Clinton, l’arduo compito di tenere il filo che lega il Partito con quella parte della società americana stanca, ma che non vuole arrendersi all’odio repubblicano. Cercando di tracciare una linea politica che non dimentichi mai più quegli americani che hanno ancora speranza e voglia di riscatto.

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