Sanità. Il diritto negato per Terra di Lavoro

“Le abnormi criticità rilevate consentono di affermare – senza timore di alcuna smentita – come ai cittadini in Terra di Lavoro venga negato l’inviolabile diritto alla salute, previsto dall’articolo 32 della Costituzione”. Questo è scritto nelle conclusioni del secondo report sullo stato di salute della sanità in provincia di Caserta, curato dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico.

A presentare il report il consigliere regionale Pd Gennaro Oliviero, che ha evidenziato come «il diritto alla cura per i cittadini casertani non venga salvaguardato, tant’è vero che forte è l’emigrazione sanitaria extraregionale, ma anche la mobilità passiva intraregionale. E questo a fronte di un costo medio dei posti letto che è tra i più elevati in Campania. D’altronde, proprio in merito ai posti letto va specificato che questi sono certamente insufficienti rispetto ai bisogni del territorio. E ancora altre sono le carenze evidenziate, tali e tante da contrassegnare l’articolo 32 come un diritto negato per Terra di Lavoro». Oliviero ha poi sottolineato: «Se il framework di partenza è un contesto socio-economico oltremodo svantaggiato, l’Ente Regione non fa che aggravare la situazione a causa di politiche, le quali non consentono una corretta ed uniforme erogazione dei Lea, di posti letto numericamente inadeguati ed al limite delle loro capacità produttive, risorse tese a favorire le strutture del capoluogo partenopeo, ripartizione dei fondi non proporzionali al numero di abitanti ed alle loro esigenze, programmazione effettuata con la logica della casualità non della causalità. E ancora scarso livello qualitativo della medicina ad Alta Specializzazione, inadeguato controllo dei costi nei confronti delle strutture facenti capo alle altre strutture sanitarie campane, continui tagli per la sanità privata erogatrice della metà delle prestazioni eseguite in Terra di Lavoro, continuo e costante ricorso alla mobilità extra regionale come risorsa funzionale al sistema».

Sul tema della difesa della salute dei cittadini si sono susseguiti numerosi interventi. Significativi i contributi dei segretari della Cgil e della Uil di Caserta, Camilla Bernabei e Antonio Farinari.

“Si continua a parlare di ospedalità pubblica e privata, in realtà il servizio è pubblico”, così è intervenuto Vincenzo Schiavone di Confindustria Campania. “Le strutture private hanno ricevuto le visite di accreditamento. Sono state verificate tutte e sono state tutte classificate secondo i principi, i canoni e i livelli previsti, pertanto sono oggi effettivamente accreditate. Le strutture pubbliche, invece, sono accreditate di diritto perché esiste un principio di autoreferenzialità: tutto ciò che fa il pubblico è buono, tutto ciò che fa il privato deve essere controllato”.

Sullo stato dell’arte in provincia di Caserta è intervenuta anche il consigliere Lucia Esposito, che ha legittimamente evidenziato le carenze dell’erogazione delle prestazioni sanitarie in Terra di Lavoro, richiamando l’attenzione sul possibile ruolo che potrà e dovrà esercitare il costruendo Policlinico. In un mare di negatività organizzative e di procedure tali da determinare l’intervento della magistratura, va salvaguardata la professionalità di tutti quanti operano per assicurare, seppure nelle condizioni critiche attuali, la migliore offerta possibile di buone pratiche sanitarie, cercando di soddisfare al meglio la domanda di salute che proviene dai cittadini.

Le conclusioni sono state tratte dal deputato Pd al Parlamento europeo Pina Picierno. Tra gli interventi anche quello della deputata Camilla Sgambato.

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