Sanità in Campania. Pettirossi: «Con Caldoro non si è mossa una foglia». Cuomo: «La sanità va depoliticizzata»

Il delicato tema della sanità è stato uno degli argomenti trattati, nell’ultima puntata del programma radiofonico del professor Samuele Ciambriello, “Dentro i fatti”, su Radio Club91. Gli ospiti, in studio, erano due esperti del settore, il Professor Salvatore Pettirossi, responsabile del poliambulatorio del centro trapianti di fegato, all’ospedale Cardarelli e, il Professor Oreste Cuomo, che si occupa di trapianti di organi, nella stessa struttura. Tanti gli argomenti di discussione, trattati dal conduttore e dai suoi ospiti. Si è parlato della grave situazione sanitaria in Campania, dell’enorme aumento di tumori, che nell’ultimo decennio, si è registrato in questa regione e di quanto siano completamente assenti strutture, che si occupino dei malati terminali. Problemi, che affliggono l’interna popolazione, costretta a pagarne il prezzo più caro.

L’intervista al Prof. Salvatore Pettirossi

Come giudicherebbe le politiche in materia di Sanità, adottate prima dalla Giunta Bassolino, poi da quella Caldoro?

«Chiaramente noi parliamo di una situazione e di un’epoca, completamente diversa. Perché con la giunta Bassolino delle cose sono state fatte, anche se poi è stata tracciata di sprechi, ma ci sono stati un po’ovunque, non vanno visti all’interno delle aziende ospedaliere nella sua interezza. Il problema è con la spending review in questi cinque anni della Giunta Caldoro non si è mossa una foglia, anzi chi ne ha pagato le spese, è la povera gente, che ha trovato le porte chiuse, tranne che attraverso pagamenti di ticket o con il sistema intramoenia».

Si parla molto del sovraffollamento del Cardarelli, a cosa è dovuta questa situazione?

«Chiudere una serie di presidi ospedalieri, è stata una decisione da incoscienti. Era chiaro che la popolazione trovandosi un grande ospedale d’emergenza, come il Cardarelli, che ormai è diventato solo un ospedale d’emergenza, tutto l’affollamento è arrivato lì. La questione delle barelle, che è atavica, le abbiamo aumentate, ci troviamo posti letto in più, grazie alla chiusura di presidi più piccoli, con un aumento e un aggravio per il Cardarelli».

Come descrive l’attuale situazione della Sanità in Campania?

«Individuando una grossa responsabilità del Governo Caldoro, ma anche un’enorme responsabilità del Governo nazionale, basti pensare all’aumento dei tumori in Campania, al suo collegamento con la Terra dei Fuochi, se ne parla da molti anni e ancora non si è fatto niente, nessuno ha avuto un’idea per sanare questo grave handicap. Io ho denunciato, poiché ho avuto esperienze sindacali con la CGIL, la mia organizzazione, chiedendo un piano Marshall per la Campania, il silenzio che c’è, è allucinante e il Governo Centrale ha l’obbligo di curare i cittadini, altrimenti ci troveremo uno stato più malato di quello che già è».

L’intervista al Prof. Oreste Cuomo

Come giudicherebbe le politiche in materia di Sanità, adottate prima dalla Giunta Bassolino, poi da quella Caldoro?

«Credo che siano state entrambi insufficienti sotto due aspetti. La Giunta Bassolino non è stata in grado di ripianare i debiti, lasciando un’eredità gravosa alla Giunta Caldoro, la quale ha ripianato i debiti, perché è un dato oggettivo, rilasciato dal Ministero. Però ha un costo gravoso per quel che riguarda l’assistenza, l’usura degli operatori sanitari, per cui sostanzialmente, dovendo dare dei voti, l’insufficienza non andrebbe né all’uno né all’altro».

Si è occupato, anni fa, della Sanità, con Forza Italia, non crede che questo sia un settore in cui dovrebbe esserci meno politica?

«La sanità dovrebbe essere assolutamente depoliticizzata, dovrebbe poggiarsi su reali riscontri epistemologici, per evitare fenomeni, che si ripetono da vent’anni, devastanti per più questioni, come quella delle barelle, del pronto soccorso, tutto questo è mancanza d’organizzazione. Questo è un settore in cui non dovrebbero esserci i soliti cerchi magici».

Lei che si occupa di trapianti d’organi, viste le scarse donazioni, non crede che ci sarebbe bisogno di una campagna diretta, che sia efficace nella sensibilizzazione della popolazione sull’argomento?

«Non è soltanto un problema di sensibilizzazione della popolazione, ma anche di utilizzo di risorse. Io i primi di gennaio di quest’anno ho denunciato l’invadenza della burocrazia, nei settori dei trapianti. La Giunta Caldoro, qui ha un merito, ha continuato ciò che era stato iniziato dalla precedente Giunta, stanziando 10 milioni di euro, solo per le donazioni e i trapianti. In assenza di un programma preciso, tutti questi soldi sono stati bloccati dalla burocrazia regionale. Ci sono state immense risorse, che se vengono utilizzate bene, si possono fare campagne d’informazione, utilizzare per portare la Campania, vicino alla media nazionale».

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