SANITÀ: LA SVOLTA DI DE LUCA

La sanità rappresenta una sfida importante, fondamentale per la Campania. Siamo nel caos totale, ma la nostra Regione deve ripartire e si deve distinguere per le eccellenze sanitarie. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha presentato il nuovo piano ospedaliero che sarà approvato entro fine mese. Ci saranno nuove assunzioni, nuove strutture. Il Governatore parla con orgoglio misto ad entusiasmo degli obiettivi da perseguire, e ricorda non c’è più tempo da perdere. La Regione si è opposta al termine burocratico e lo scorso fine settimana ha lavorato con Lorenzin per preparare il piano ospedaliero.
In che modo è stato redatto il nuovo piano ospedaliero della Regione Campania?
«Con il Ministero abbiamo avuto un dialogo in termini civili e corretti ottenendo una proroga sostanziale per elaborare un serio piano ospedaliero concordato con i sindacati e gli operatori coinvolti. Non intendiamo avallare la chiusura di alcun ospedale, è demenziale il decreto 49 a cui è seguito un provvedimento di Giunta del settembre 2010 che ha portato solo alla chiusura di ospedali. Noi siamo contrari alla chiusura e al decreto 49, non ci sarà alcuna chiusura di pronto soccorsi negli ospedali di Napoli per farli confluire nell’Ospedale del Mare. Resterà il Loreto Mare, tuteleremo Maresca, Cava de’ Tirreni, Pagani, Sant’Angelo dei Lombardi, prima di tutto per eliminare le storture del vecchio piano.
Abbiamo ottenuto una proroga perché in breve tempo non sarebbe stato possibile predisporre un Piano serio, congruo, che sarà concordato con i medici, i territori. Nessuna chiusura degli ospedali – assicura De Luca – ma saranno riqualificati, evitando che ospedali contigui siano dei duplicati. Ogni territorio della Campania dovrà avere il suo presidio ospedaliero». Tra le anomalie che il governatore fa sapere di aver riscontrato una volta arrivato a Palazzo Santa Lucia, c’è un sottodimensionamento dei posti letto: «Venivano presentate bozze di piani indicando una quantità di posti letto al di sotto di quello consentito per legge. Manterremo, invece, il rapporto previsto da legge di 3,7 posti ogni mille abitanti  – 3-7 posti letto che ci consentiranno di dare spazio a strutture sanitarie che venivano cancellate».

Come saranno gestiti i centri per disabili?
«Sarà prevista una norma all’interno del Collegato alla Finanziaria regionale, all’esame della Commissione consiliare Bilancio, per recuperare risorse per le strutture dei disabili. Fino a questo momento i fondi sono stati dirottatisui Piani sociali di zona, con il risultato che le risorse non arrivavano a chi ne aveva bisogno. Quindi semplifichiamo, destinando alle Asl i fondi che saranno finalizzati solo ai disabili e che ci consentiranno di dare tranquillità alle famiglie». Sul tema dei fondi ai disabili «abbiamo riscontrato la demenzialitá burocratica del nostro Paese e della Campania».
Come cambieranno i rapporti Regione – Sanità privata?
«Entro maggio puntiamo a stipulare contratti biennali con i privati utilizzando il tempo per valutare i rapporti e i contratti con i privati, che saranno stipulati prima e non dopo. In questo momento stiamo stipulando i contratti di due anni fa, un’abitudine incivile da superare. Laboratori e privati hanno gonfiato prestazioni, quindi guarderemo nel merito utilizzando questi due mesi.

La Regione si batte e chiede che siano utilizzati risparmi derivanti dai tetti di spesa dei privati e siano tutelate strutture che forniscono pronto soccorso h24. In questo modo cominciamo a entrare tra i Paesi civili. Accenderemo un riflettore particolare su una sorta di migrazione biblica per riabilitazioni ordinarie verso una struttura molisana. Non credo che per affrontare una riabilitazione ordinaria occorra migrare fino in Molise».
Lei ha annunciato l’istituzione di un gruppo di ispettori destinati al controllo delle strutture sanitarie, una garanzia in più per i cittadini?
«Quando sono arrivato in Regione ho scoperto che nella sanità nessuno controllava niente. La Corte dei Conti ha rilevato una moltiplicazione illegale di primariati per un costo di 16 milioni l’anno buttati dalla finestra. Sono porcherie che non possono né devono più accadere. Da qui la decisione di istituire un nucleo ispettivo composto da gruppi di persone, 5 persone a gruppo, una ventina in tutto, che vadano a ispezionare in maniera rigorosa, ma non oppressiva. Il gruppo avrà il compito di garantire prestazioni di qualità, darci una rete dell’emergenza che al momento non esiste e fare bilanci seri della sanità campana. Insieme al Piano ospedaliero partirà contestualmente anche il nucleo ispettivo.

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