Sanità: le ombre della giovane Campania

La Campania è la regione più giovane d’Italia, ma anche quella con il record negativo sul fronte della mortalità e con alcuni tra i peggiori stili di vita. Non a caso qui risiede la quota percentuale di bambini e ragazzi in sovrappeso o obesi. E’ però anche la regione dove si consumano meno antidepressivi: vi è un consumo pari a 29,1 dosi definite giornaliere per 1.000 abitanti nel 2012, il minore in Italia. Sono alcuni dei dati più eloquenti che emergono dall’undicesimo Rapporto «Osservasalute 2013, analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria» nelle regioni italiane presentata all’Università Cattolica.

Il dossier è frutto del lavoro di 165 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti sul territorio italiano, che operano presso università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali.

Un dato positivo che spicca è sul consumo di alcool, che risulta essere i tra più bassi in Italia sia per quanto riguarda la percentuale dei consumatori totali (60,4% contro un valore medio nazionale dl 65%), sia per alcune categorie a rischio come le femmine tra gli 11 e 18 anni. Preoccupante invece la percentuale di individui sovrappeso, tra le maggiori in Italia (41,1% contro 35,6% di media nazionale), e obesi con l’11% dei cittadini contro una media nazionale del 10,4%.

Passando poi ad analizzare le performance economico-finanziarie del Sistema Sanitario Regionale, si evidenzia che, nel 2012, il rapporto spesa sanitaria/Pil è stato del 10,31% rispetto al valore medio italiano del 7,04%; anche in questo caso si tratta della percentuale maggiore in Italia.

Tra i record positivi si segnala il consumo di farmaci antidepressivi che è pari a 29,1 dosi definite giornaliere per 1000 abitanti nel 2012, dato migliore in Italia; confortante anche il dato relativo ai suicidi che è pari al 4,82 per 100.000, contro un valore medio nazionale di 7,21 per 100.000 fra i soggetti con più di 14 anni. Da sottolineare che in Campania il 43% delle Asl utilizzano almeno un canale web (Twitter, Facebook, ecc.) per comunicare con il cittadino contro una media nazionale del 34%.

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