Sanitansamble

Dal numero di Link di marzo 2014

Ore 18,30, quartiere Sanità a Napoli, il ventre della città che vive sotto le sue strade principali; una periferia situata al centro della città, un luogo poco frequentato dalle istituzioni, dalle autorità di polizia, dai controlli più comuni. Alle 18,30 attraversare le malconce strade del quartiere pu. essere un rischio serio: decine di motorini sfrecciano a velocità altissime con a bordo ragazzi, anche 3 o 4 alla volta, tutti rigorosamente senza casco, rischiando di investirti con la stessa facilità con la quale ti imprecano contro quando ti frapponi davanti al loro percorso da “record” del giro da circuito.

Nel frastuono di clacson e marmitte “truccate” qualche orecchio più sensibile riesce a distinguere dei suoni distanti, non perché provenienti da chissà dove, ma perché non appartenenti alla normalità di questo luogo: sono suoni prodotti da violini, contrabbassi, flauti, oboi e corni francesi, suoni d’orchestra.

E allora bisogna prestar attenzione, avvicinare l’orecchio al portone della Cappella del Rosario, splendida testimonianza dell’arte del XVI secolo, appartenente al complesso della Basilica di Santa Maria alla Sanità, per confondersi al cospetto del miracolo che avviene ogni settimana in quel luogo con precisa, e quindi ancora più stupefacente, regolarità: 46 ragazzi e ragazze, figli del quartiere, ex scugnizzi frequentatori delle piazze solo per calciare al pallone, disertare gli impegni scolastici o raggrupparsi a “non far niente” che oggi imbracciano uno strumento musicale e lo usano magicamente per suonare insieme Beethoven, Brahms, Morricone o una “Tamurriata della Sanità” composta per loro dal saxofonista Daniele Sepe.

E’ l’Orchestra Giovanile “Sanitansamble”, un gruppo orchestrale nato 6 anni orsono nel 2008 grazie allo start-up voluto da “AltraNapoli onlus” presieduta da Ernesto Albanese che è riuscito a far convergere i finanziamenti di importanti aziende nazionali e internazionali, in un progetto centrato sul recupero e sull’allontanamento dal rischio di devianza sociale di bambini e adolescenti del Rione Sanità, attraverso la pratica musicale orchestrale ispirata al metodo Abreu, il maestro “inventore” di El Sistema in Venezuela, grazie al quale, negli ultimi 30 anni, più di 350.000 ragazzi oggi sono protagonisti della propria vita lontani dalla delinquenza o dall’emarginazione sociale.

Ed è così che insieme al Project Manager, Eusebio Brancatisano nel 2008 mettiamo su una squadra di 12 maestri preparatori, uno per ognuna delle specialità strumentali costituenti un’orchestra sinfonica, che diventano i coach di ragazzi che prima d’allora mai avrebbero potuto immaginare di eseguire, un giorno, una Ouverture di Rossini, davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, il 1° ottobre 2012, si sarebbe recato in visita alla città di Napoli incontrando anche i giovani musicisti nella Basilica di San Gennaro Extramoenia. Il progetto, fin dai suoi esordi, oltre a raggiungere traguardi musicali di indubitabile spessore, ha generato un importantissimo  valore di impegno civico e di servizio fra i giovani del quartiere che sono chiamati a partecipare, su loro richiesta, ad una attività che li coinvolge non solamente sotto l’aspetto musicale, ma anche sotto l’aspetto relazionale e comportamentale: essi hanno cambiato le loro abitudini, spesso disordinate e senza alcuna progettualità, per partecipare ad un percorso che li impegna tre volte alla settimana, dalle due alle tre ore alla volta, in lezioni individuali, prove a sezione strumentale e “durissime” prove orchestrali durante le quali non solo migliorano la loro performance individuale ma fanno anche da tutor ai giovanissimi che chiedono di essere accolti nel gruppo, aderendo ad uno “spirito di servizio” al quale “la strada” difficilmente li avrebbe esortati.

I maestri sono le loro guide ed anche i loro punti di riferimento, persone con le quali tessere una relazione che qualche volta va al di là del rapporto didattico (“maestro, vuless tenè nu padre comm’a vvuie…” è la confidenza di chi tra le mura di casa trova magari indifferenza, ignoranza e disattenzione ai desideri di un ragazzo).

E’ soprattutto al loro magnifico operato pur in situazioni di forte disturbo ambientale (strade rumorose, luoghi dove non raramente le loro auto in sosta vengono prese di mira mostrando costosi danni) o di disagio economico (da oramai più di un anno il progetto è sprovvisto di sostegno finanziario, tanto da non poter riconoscere loro neanche il rimborso delle spese che essi stessi sostengono per i viaggi e alle volte anche per far manutenere gli strumenti ai ragazzi) che va il pensiero di chi scrive ringraziandoli uno per uno del servizio attualmente donato, Gabriele Bernardo, Gioacchino Morrone, Salvo Lombardo, Annamaria Sullo, Chiara Mallozzi, Luigi Salerno, Luciano Spinelli, Nunzio Franza, Nicola D’Apice, Enzo Leurini, Luca Martingano, Raffaele Barbato, Paolo Acunzo, grazie anche a loro i giovani del Rione Sanità hanno raggiunto l’accordo “perfetto maggiore”, cioè quello che in musica è la più perfetta e consonante unione dei tre suoni fondamentali dalla scala maggiore.

Stare insieme per crescere lontano dalle bruttezze di una pericolosa vita ai margini della società e vicino all’arte, alla bellezza, all’armonia, al centro di una vita dignitosa e ricca di valori positivi.

L’alternativa è stata delineata, a loro la decisione di continuare questa strada di salvezza.

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