Sergio D’Angelo: “L’assessore Gaeta ritiene di aver ereditato una situazione tragica, mi chiedo però, perché l’abbia denunciata solo oggi appena dopo la mia segnalazione sul bilancio”

Sergio D’Angelo, presidente di Gesco, già assessore al Welfare del Comune di Napoli, risponde alle accuse mosse da Roberta Gaeta (attuale assessore al Welfare) contestando il nuovo bilancio di previsione e denunciando i tagli alla spesa sociale del Comune di Napoli.

 

 

Roberta Gaeta ha dichiarato in un’intervista di “aver ereditato un disastro “ da lei, essendo stato suo predecessore, ovvero  assessore al Welfare. Cosa risponde?

La Gaeta ritiene di aver ereditato una situazione tragica, mi chiedo però, perché  l’abbia denunciata solo oggi appena dopo la mia segnalazione sul bilancio. Se tutti i problemi con cui ha dovuto scontrarsi in questi anni sono addebitabili al periodo in cui sono stato in carica,-poco più di un anno-  come mai decide di parlare solo adesso?. Peraltro, io sono stato un assessore della giunta De Magistris, e l’ accusa che muove si ritorce inevitabilmente contro la giunta di cui lei fa parte. Un po’ singolare. Lungi da me esprimere giudizi sul lavoro della Gaeta, non l’ho mai fatto e non lo farò nemmeno adesso, mi sono limitato a “riportare” quello che non appariva in tutta evidenza, ovvero  tagli significativi al welfare che ho denunciato senza mai giudicare.

 

Che situazione ha trovato Lei al Comune?

Quando sono arrivato, il Piano Sociale di Zona del comune di Napoli era stato commissariato  dalla Regione Campania. Fondi e risorse erano tutte bloccate  ed ho impiegato oltre 4 mesi per  superare il commissariamento e recuperare la funzione di programmazione che il Comune fino ad allora non poteva direttamente esercitare.

 

Si parla di conti che non tornano anche all’interno della maggioranza. Tutti dopo la sua accorata denuncia dicono che c’è qualcosa da rivedere, compreso l’assessore Gaeta .

L’assessore  Gaeta è stata costretta  a riconoscere l’esistenza di questi tagli. Ha affermato che bisogna ricalcolare il budget perché c’è molta confusione. In realtà non capisco cosa voglia dire: non stiamo analizzando lo scontrino di un ristorante, ma un bilancio comunale, approvato tre giorni fa. Qualificare il documento come “confuso”, come un atto che necessita di chiarimenti e approfondimenti, mi pare una cosa decisamente sconcertante. In ogni caso, ho voluto porre l’attenzione su questa situazione nell’interesse della città. La mancanza di risorse significa aumento di problemi e difficoltà dei cittadini napoletani, dei disabili, degli anziani, dei minori, delle fasce disagiate. Non credo di aver commesso nessun crimine di lesa maestà. Riconosco che le responsabilità non sono da attribuire esclusivamente all’Amministrazione Comunale. Le risorse sono venute a mancare per la continua riduzione dei trasferimenti da parte del governo nazionale, ma credo che sia un grave errore penalizzare il Welfare così come appare evidente leggendo il bilancio appena approvato.

 

Si è pentito di aver sostenuto De Magistris?

No. L’ho sostenuto con convinzione e lo rifarei. Le  critiche non me le sono mai risparmiate, nemmeno quando ero assessore della sua giunta. Il mio grido di protesta sui  tagli della spesa sociale vanno al di là di queste logiche.  Penso alla chiusura di molti sevizi che prima di dare lavoro a centinaia di operatori forniscono assistenza ai cittadini di Napoli. Mi auguro che a  partire da questa difficoltà e dalla scelta dell’amministrazione comunale si apra un dibattito che possa (ri)portare l’attenzione sulla necessità di adeguate politiche sociali. Nessun progetto di ripresa del territorio sarà credibile senza un efficace e radicato sistema di tutela che garantisca equilibrio e dignità sociale.

 

 

 

 

 

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