STORIA DELLA CHIESA DI SAN GIORGIO MAGGIORE : TRA STORIA E TRADIZIONE

La chiesa di San Giorgio Maggiore è una chiesa monumentale di Napoli ubicata in piazzetta Crocelle ai Mannesi, lungo via Duomo, nel cuore del centro antico della città. La Chiesa fu costruita tra il IV e il V secolo su volontà del Vescovo San Severo di Napoli, il che contribuì a conferirle, almeno in un primo momento, il nome di “severiana”. Risalirebbe infatti a un’epoca più recente, ed esattamente al IX secolo, l’attuale denominazione della Chiesa dedicata a San Giorgio Martire. Nel 1640 un terribile incendio distrusse buona parte dell’edificio, la cui ristrutturazione fu affidata alle sapienti mani di Cosimo Fanzago. Nel corso dei lavori il Fanzago invertì l’orientamento, posizionando l’attuale ingresso in quello che era stato, fino a poco tempo prima, il catino absidale della chiesa. Nel corso dei secoli l’edificio subì altre modifiche, più o meno importanti, ma risale solo al XIX secolo uno degli interventi più radicali che abbiano interessato la Chiesa di San Giorgio Maggiore. Durante i lavori del cosiddetto Risanamento di Napoli, infatti, l’intera navata del lato destro dell’edificio fu completamente spazzata via per attuare l’allargamento di via Duomo. Ciò conferì all’edificio l’attuale struttura a due navate, quella di sinistra e quella centrale coperta da tre cupole delle quali quella centrale con catino più alto rispetto alle due cupole a scodella laterali.L’ingresso principale della chiesa è da piazza Crocelle ai Mannesi e presenta l’antico abside paleo-cristiano formato da un semicatino su tre archi impostati su due colonne, con capitelli corinzi di materiale di spoglio e con pulvino adorno di croce a forma greco-latina. La chiesa, si pensa, rappresentava la sede vescovile del rito orientale che ancora nel X secolo d.C. era presente a Napoli, unitamente al rito latino che aveva la sede vescovile in Santa Stefania, ora Duomo di Napoli.Sul lato opposto si trova il pulpito, molto rimaneggiato nel corso dei secoli, che sul davanti presenta un tondo raffigurante una Madonna col Bambino, presunta opera di Diego De Siloe. Nel presbiterio vi è un crocifisso ligneo del XII secolo mentre l’altare, ad opera di Camillo Lionti, è del 1786 e presenta ai suoi lati le raffigurazioni femminili dell’Orazione e della Chiesa, opere dello scultore Angelo Viva. Dietro l’altare, in un vano, si conservano, all’interno di un rocchio di colonna romana, le reliquie di San Severo.

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