Svolta in Sudan, il premier Hamdok presenta il primo governo post Bashir.

In questi mesi di trattative, più volte arenatesi  rendendo sempre più  effimere le possibilità di consolidare una ipotesi di riuscita nella formazione di un governo,  di fatto quasi inaspettatamente, è stato finalmente trovato l’accordo per un governo di transizione, che dovrebbe portare il paese africano a uscire dalla crisi politica che ha condotto alla deposizione di Omar al Bashir ad inizio aprile. Si può annoverare negli annali una data storica quella del 5 settembre 2019,  per il Paese e per il cambiamento, di fatto con queste parole il primo ministro Abdallah Hamdok ha esordito: «È l’inizio di una nuova era. Se ci riusciremo, verrà costruito un nuovo Sudan», ponendo in evidenza la composizione del nuovo governo che ha vissuto una impegnativa fase di transizione politica dopo la caduta del regime di al Bashir. Il capo del nascente esecutivo, l’ex economista delle Nazioni Unite, ha avuto bisogno di qualche giorno in più per formare il primo governo in carica, dopo i passaggi di gestione ad interim del potere. La terna  dei nomi sono stati proposti dal movimento delle «Forze per la libertà e il cambiamento, che ha guidato le proteste dei mesi scorsi. Hamdok ha presentato 18 dei 20 ministri previsti dall’accordo siglato il 17 agosto, riservandosi il diritto di nominarne altri due in tempi brevi. Tra i componenti anche quattro donne tra le quali il ministro degli esteri, Asma Mohamed Abdallah. Alle finanze è stato chiamato Ibrahim Elbadawi, ex economista della Banca mondiale, come ministro del commercio e dell’industria una figura di spicco delle proteste, Maddani Abbas Madani. Dopo una lunga e travagliata  attesa si auspica una ripresa che porti alla luce un Paese che possa inserirsi nel contesto internazionale con trattati e negoziati in modo da risollevare l’economia politica del Paese e porre in essere una vera ed autentica svolta fondata in particolare sulla democrazia e la tutela dei diritti umani e successivamente tessere una concreta tela di benessere per l’intera comunità sudanese .

Raffaele Fattopace

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